26 giugno 2022
Aggiornato 06:30
Senzatetto

Emergenza senzatetto a Torino, «Fanno 200 euro al giorno in via Roma» 

La IV Commissione Comunale ha effettuato un sopralluogo nella giornata di martedì 6 febbraio presso la Casa di Ospitalità Notturna e l'ambulatorio di via Sacchi 47-49, per monitorare la situazione nei centri di prima accoglienza della città

TORINO - Si è fatto un gran discutere in queste ultime settimane della questione senzatetto a Torino. La città appare divisa tra coloro che considerano la presenza delle persone che dormono in strada come un problema da eliminare e chi invece si schiera in favore di questi individui in difficoltà. A questo proposito la IV Commissione Comunale ha effettuato un sopralluogo nella giornata di martedì 6 febbraio presso la Casa di Ospitalità Notturna e l'ambulatorio di via Sacchi 47-49, per monitorare la situazione nei centri di prima accoglienza della città e ascoltare la testimonianza di chi vive quotidianamente il rapporto con i clochard.

ACCOGLIENZA - Al civico 49 di via Sacchi si trova uno dei primi punti di accoglienza per i senza fissa dimora. Si tratta di un ambulatorio socio sanitario, in cui lavora un equipe di operatori sociali e medica. Qui i senzatetto trovano tutte le informazioni per orientarsi, non solo in merito a dove passare la notte, ma anche per iniziare un percorso che li porti a lasciare la vita di strada. Un punto dove farsi la doccia, effettuare una visita medica e dove, una volta alla settimana, vengono distribuiti dei panini. «Possono usufruirne del servizio sia coloro che sono in possesso di documenti sia chi ne è sprovvisto» spiega Sergio Baudino, direttore delle Politiche Sociali del Comune di Torino, «Tanti stranieri che si presentano senza documenti vengono accolti e poi reindirizzati in posti opportuni». 

DORMITORIO - Una volta passati dall'ambulatorio, vengono valutate le singole esigenze: se la persona ha necessità di passare la notte, per esempio, viene messo in lista per il dormitorio di via Sacchi 47. Qui troviamo 16 posti letto (18 d'inverno), oltre a bagni, cucina e una zona comune attrezzata con un televisore. Il dormitorio apre alle 19 di sera e chiude alle 9 del mattino successivo (d'estate resta fruibile dalle venti alle otto). Le persone che ne fanno richiesta possono pernottare per un periodo di 30 giorni se residenti e di sette giorni se vengono da fuori Torino, dopodiché scatta un sistema di rotazione. «I servizi per i senzatetto non sono fatti solo di dormitori e ambulatori» spiega Baudino, un punto fondamentale infatti è l'aggancio. Esistono una serie di servizi gestiti da volontari che agiscono direttamente in strada, instaurando un rapporto di fiducia con le persone e incoraggiandole a farsi aiutare. «Collaboriamo con i vigili» chiarisce infine Baudino, «ma non facciamo interventi congiunti con loro. Sarebbe deleterio».

AGGANCIO - Punto fondamentale di tutto il sistema dunque è l'aggancio, al fine di creare una conoscenza e permettere a chi ne ha necessità di usufruire dei servizi. Tuttavia, a oggi, la percentuale di persone che non si riesce a raggiungere è molto alta. Perchè? «Ci sono una serie di persone che non accettano i servizi o meglio, forse i nostri servizi non sono adatti a loro. Un senza tetto ha raccontato che sotto i portici di via Roma fa 200 o 300 euro al giorno. Di notte "si becca" anche di più. In queste condizioni non lasceranno mai i portici per venire qui con tutte le restrizioni che questo comporta» ha spiegato Massimo De Albertis, responsabile dei servizi di bassa soglia del Comune di Torino. E' evidente agli occhi degli addetti ai lavori che ci sia un vero e proprio racket di criminalità dietro al fenomeno dei senzatetto, «Ci sono capannoni o vecchie fabbriche abbandonate dove molti di coloro che vivono in strada si ritrovano, piuttosto che venire nei centri di accoglienza».

SENZATETTO - Sono circa 1600 le persone che nell'arco del 2017 hanno trovato riparo presso le Case di Ospitalità Notturna di Torino. Numero in crescita rispetto agli anni precedenti. Nel dettaglio: si contano 1400 passaggi circa nel 2016, 1300 nel 2015 e poco più di mille l'anno prima. «Le stime vengono fatte principalmente quando queste persone accedono ai servizi, oppure fotografando la situazione durante una notte a campione, sistema che si è rivelato particolarmente fallace» fanno sapere dalla Casa di via Sacchi. Nel confronto con le altre città, Torino appare ancora molto al di sotto rispetto a Milano, dove è stimata la presenza di circa 13000 senzatetto. «A Torino il settore pubblico e il volontariato collaborano molto, a Milano come a Roma invece tendono a lasciare tutto in mano al volontariato».

COMUNE - La questione non si esaurisce qui e verrà trattata in Commissione come annunciato dal presidente Antonino Iaria. «La Città di Torino prova a impegnarsi, in continuità con la precedente Amministrazione, per far fronte all’emergenza. Lo fa con politiche e strumenti di per sé positivi, che, almeno in passato, hanno garantito una certa efficacia, ma che rischiano di essere inadeguati a fronte di un fenomeno in evidente espansione» ha commentato il Capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano, a margine dei sopralluogo. «Le misure devono adeguarsi alle crescenti proporzioni del fenomeno stesso, che coinvolge oggi nuove fasce sociali. In tutto questo, il mio ringraziamento va, come sempre, alle realtà dell’Associazionismo, quotidianamente impegnate per rendere migliore la vita di tante persone. Sono un esempio di carità, gratuità e dedizione».