16 ottobre 2019
Aggiornato 01:30

Il trionfo di Inzaghi e quella stoccatina al Milan

L’ex tecnico rossonero ha riportato il Venezia in serie B a dispetto dei santi e non ha risparmiato qualche piccolo veleno nei confronti della società milanista

Filippo Inzaghi, ex allenatore del Milan, oggi alla guida del Venezia
Filippo Inzaghi, ex allenatore del Milan, oggi alla guida del Venezia ANSA

VENEZIA - Filippo Inzaghi, il nuovo re, pardon, doge di Venezia. L’allenatore piacentino al primo anno sulla panchina lagunare ha centrato immediatamente la promozione in serie B, riportando i veneti nella serie cadetta dopo 12 anni; manca ancora un punto per la matematica, a dire la verità, ma un pareggio in tre giornate (ovvero quelle che mancano da qui alla fine del girone B della serie C) per una formazione capace di vincere 24 delle 34 sinora disputate dovrebbe rappresentare solo una formalità. Quello di Inzaghi è stato un vero e proprio trionfo: il Venezia è una squadra forte, organizzata da una società facoltosa ed ambiziosa, e l’organico del tecnico è stato arricchito da numerosi calciatori di categoria superiore, ma l’impresa è stata ugualmente di notevole impatto perché il girone B della serie C era davvero una succursale della serie B: Padova, Reggiana e Pordenone attrezzatissime per il salto fra i cadetti, ma soprattutto il Parma, una corazzata che anche in B avrebbe detto la sua nei piani alti della classifica.

La stoccata

Ma il Venezia di Inzaghi è stato più bravo di tutti e tutti è riuscito a mettere in fila, fino a raggiungere quella promozione attesa in laguna dal 2005, con la ciliegina sulla torta della finale di Coppa Italia contro il Matera. Ed ora che dubbi sulla promozione non ce ne sono più, Filippo Inzaghi è esploso in tutta la sua gioia e la sua soddisfazione, trovando anche posto per togliersi un sassolino dalle scarpe nei confronti del Milan che lo ha sedotto con la panchina della serie A ed abbandonato dopo una sola stagione piena di critiche ed umiliazioni verso l’ex centravanti rossonero: «Sono felice di quanto fatto a Venezia - afferma Inzaghi - e questo risultato è straordinario. La società mi ha permesso di lavorare con tranquillità e io quando vengo messo nelle condizioni di lavorare rendo al meglio ed ottengo risultati». Il riferimento alla poca pazienza e alla mancata riconoscenza di quanto fatto in campo con la maglia del Milan è evidente: Inzaghi, seppur con estrema signorilità, non ha mai detto nulla contro il Milan e la dirigenza milanista, anzi, ha sempre ribadito di tifare ancora per i rossoneri, ma stavolta trattenersi è stato impossibile e il trionfo a Venezia gli ha permesso di togliersi anche questa soddisfazione nei confronti di chi lo ha bollato in fretta come incapace, sopravvalutato o chissà cos’altro; la panchina del Milan è forse arrivata troppo presto per lui, ma la disastrosa gestione societaria rossonera in cui si è ritrovato non ha certo aiutato la sua crescita di tecnico. Ora se lo gode Venezia, col sogno neanche tanto celato di raggiungere il prossimo anno la serie A: a quel punto la sfida al Milan e la rivincita, SuperPippo potrà prendersela veramente.