27 settembre 2021
Aggiornato 08:00
Calcio

Gambaro: “Berlusconi non venderà”

L’ex calciatore è scettico circa il passaggio di proprietà del Milan dall’attuale presidenza alla cordata cinese che sta trattando l’acquisto

MILANO - Il 15 giugno è vicino, vicinissimo, il mandato di esclusiva della cordata cinese che vuole comprare il 70% delle quote societarie del Milan sta per scadere e ancora nessuno conosce l’esito della trattativa. Silvio Berlusconi pare intenzionato (finalmente) a vendere, i cinesi sembrano interessatissimi all’acquisto, ma allora cosa ancora impedisce il buon esito dell’operazione? Enzo Gambaro, difensore del Milan di inizio anni novanta ed ora opinionista televisivo, ha provato ad analizzare la situazione prospettando uno scenario poco rassicurante per il popolo rossonero: «Secondo me alla fine Berlusconi si terrà il Milan e rimarrà tutto così - sostiene Gambaro - perché penso che di fondo non ci sia la sua volontà di dare il club a qualcun altro. L’Inter, viceversa, passerà davvero nelle mani di un gruppo cinese».

Prospettive nebulose

Se la profezia di Gambaro dovesse rivelarsi esatta, il futuro del Milan sarebbe rossonero in tutti i sensi: rosso come il bilancio, nero come i risultati di una squadra già mediocre ora e che con la permanenza dell’attuale gestione societaria non potrebbe che peggiorare. Del resto, Berlusconi ha già parlato chiaro: «Se la trattativa coi cinesi non andrà a buon fine ci sarà un Milan fatto di soli giovani e italiani», e questo, come è noto, significa l’anticamera della serie B come accaduto a Napoli e Torino a metà anni novanta, perché questi progetti bisogna saperli costruire nel tempo, l’Udinese ha iniziato il suo lavoro alla fine degli anni ottanta ed ha iniziato a raccoglierlo quasi dieci anni più tardi, il Milan difficilmente riuscirebbe a capirci qualcosa, non è semplice reperire calciatori giovani e bravi, farli maturare e poi farli rendere in campo senza far sentire loro la pressione che uno stadio come San Siro incute a chiunque. La cessione del Milan è necessaria per riportare i rossoneri ad alti livelli dopo cinque anni di buio totale, mentre qualora Berlusconi non dovesse mollare l’osso, la compagine milanese sarebbe destinata ad un ridimensionamento ancora più brusco. Il Milan con gli occhi a mandorla, tanto sbeffeggiato inizialmente quando i cinesi hanno cominciato a manifestare interesse verso il club italiano, resta al momento l’unica oasi nel deserto rossonero.