8 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Mediaset e Corriere della Sera sicuri: “Il Milan ha bloccato Giampaolo”

Dopo l’ennesima stagione disastrosa, i tifosi rossoneri si sono risvegliati con un’altra terrificante prospettiva per il prossimo anno

MILANO - Non c’è veramente pace al Milan, non trovano pace soprattutto i poveri appassionati rossoneri, vessati da quattro anni di umiliazioni, delusioni e ridimensionamenti di una società ormai assente ed incapace di programmare e seguire una linea di lavoro unica. Quest’anno, dopo i soliti pomposi ed assurdi sbandieramenti di terzi posti da raggiungere, il Milan si sta ritrovando per la terza volta consecutiva fuori dall’Europa, ha costruito male la squadra e l’ha assemblata pure peggio, scaricando tutte le responsabilità su quei disgraziati degli allenatori, prima Mihajlovic e ora Brocchi, incolpati di non raggiungere i risultati sperati. E come avrebbero potuto con un organico così povero? Opinione comune al mondo intero fuorchè a Berlusconi. Ora, a proposito di panchina, ecco che nemmeno Cristian Brocchi, ovvero l’umo di cui il presidente si era innamorato a tal punto da defenestrare Mihajlovic a sei giornate dalla conclusione del campionato  e con la finale di Coppa Italia ancora da giocare, sembra potersi meritare la riconferma per il prossimo anno e pare destinato a riprendersi la panchina della Primavera milanista. Ma chi al suo posto con l’obiettivo di farsi cacciare il più tardi possibile? Prima il preferito era Eusebio Di Francesco che poi, appena fiutato il pericolo di una chiamata da Arcore, si è immediatamente affrettato a rinnovare col Sassuolo, poi tutti insieme sono spuntati i nomi di Montella, Emery e Pellegrini, infine l’ultima suggestione, la più terribile per i già deboli cuori milanisti: Marco Giampaolo.

L’ennesimo debuttante allo sbaraglio

Nelle ultime ore, infatti, sembrano essersi intensificati i contatti fra l’allenatore dell’Empoli e Adriano Galliani, spedito da Berlusconi a bloccare l’ultimo produttore di bel giuoco che tanto bene ha fatto con la squadra toscana nel campionato che per fortuna sta per chiudere i battenti (purtroppo per il Milan, però, fra meno di tre mesi ne inizierà un altro). Secondo il Corriere della Sera e la redazione sportiva di Mediaset, inoltre, ci sarebbe proprio il club rossonero dietro il mancato rinnovo di Giampaolo con la società del presidente Corsi, in quanto l’ex allenatore dell’Ascoli si sarebbe promesso al Milan eludendo ogni proposta di rinnovo dell’Empoli ed ogni assalto di Fiorentina e Sampdoria che avevano puntato gli occhi proprio sul tecnico nato in Svizzera. Qualora si concretizzasse questo lugubre scenario, i tifosi del Milan si ritroverebbero con l’ennesima scommessa in panchina, con l’ennesimo tecnico pronto a traballare dopo la prima (inevitabile) sconfitta. Senza nulla togliere alle qualità di Marco Giampaolo che è in realtà allenatore preparato e con idee di calcio concrete, non è questa l’epoca per piazzare in panchina tecnici senza esperienza in palcoscenici come San Siro: il pubblico milanista è infatti inferocito per la gestione societaria, è rabbioso nei confronti dei calciatori e non perdona più niente a nessuno. Se ne infischia delle idee di calcio ed è pronto a fischiare e a contestare al primo passo falso. Giustamente. La società, di fronte a tutto questo, non ha più la forza per proteggere gli uomini che mette in panchina, anzi, li mette in prima linea quando arriva il momento delle esecuzioni e sono loro i primi ad essere sacrificati quando Milanello viene assaltata. Il Milan ha oggi bisogno di una guida sicura, esperta e con le spalle talmente larghe da farsi scivolare addosso qualsiasi critica e contestazione; un Capello, un Conte, per intenderci, in piccolo un Mihajlovic, ma non certo un allenatore come Giampaolo che ad Empoli ha sì centrato la salvezza con un girone d’anticipo, ma che solo nell’estate del 2015 lasciava la Cremonese in serie C dopo una stagione in cui i grigiorossi non avevano centrato manco i playoff per la B. Al Milan servono certezze, in tutti i settori. Si salvi chi può.