29 novembre 2020
Aggiornato 11:00
Atletica | Maratona di Roma

Doppietta etiope alla 21esima Maratona di Roma, Italia terza

Dopo 10 anni 2 italiani sul podio: Jamel Chatbi e Deborah Toniolo. La gara handbike è stata vinta dall'azzurro Fabrizio Caselli in 1:30:17. Come da tradizione, dietro la maratona è partita anche la stracittadina di 5 km RomaFun, con più di 50.000 persone ufficialmente al via su 80mila iscritti.

ROMA (askanews) - Doppia vittoria etiope alla 21esima Acea Maratona di Roma: il 30enne Abebe Negewo Degefa, in una giornata difficile a causa di pioggia e vento, ha vinto in 2:12:23. Tra le donne si è invece imposta la 21enne Meseret Kitata Tolwak in 2:30:25. Al secondo posto si sono classificati altri due connazionali, il 20enne Birhanu Addissie Achamie (2:12:32) e la 26enne Alem Fikre Kifle (2:31:01).

Dopo 10 anni due italiani sono saliti contemporaneamente sul podio della gara maschile e femminile, entrambi con una bella rimonta nel finale: il 30enne Jamel Chatbi ha concluso la sua fatica in 2:14:04, mentre la 37enne Deborah Toniolo ha tagliato il traguardo in 2:36:30.

La gara handbike è stata vinta dall'azzurro Fabrizio Caselli in 1:30:17.

I risultati sono stati così ufficializzati con una nota dell'ufficio stampa della Maratona di Roma.

Come da tradizione, dietro la maratona è partita anche la stracittadina di 5 km RomaFun, con più di 50.000 persone ufficialmente al via su 80mila iscritti. Il primo a tagliare il traguardo è stato Fasil Giacobbe, sedicenne romano di origine etiope, della società Colosseo 2000. Tra le donne Jenna Wyns, cittadina belga di 22 anni.

La gara maschile era partita a un ritmo velocissimo, sotto la spinta delle lepri keniane, con passaggi di 15:05 ai 5 km, 30:10 ai 10 km e 1:04:08 alla mezza maratona, che poi si sono fatti sentire sulle gambe degli atleti. Al 26esimo km, dietro la lepre William Koitile Kibor, erano rimasti solo Degefa e Achamie. Dopo il passaggio di 1:31:36 ai 30° km, i due etiopi, complice il freddo e il vento, hanno messo da parte ogni obiettivo cronometrico e hanno iniziato una gara tattica, che si è risolta proprio all'ultimo chilometro. Degefa, che per gran parte del finale era stato alle spalle di Achamie, ha allungato e ha tagliato il traguardo di via dei Fori Imperiali con 9 secondi di vantaggio.

Alle loro spalle l'esordiente Chatbi, nonostante un passaggio veloce di 1:04:33 a metà gara, è riuscito a superare uno dopo l'altro gli atleti davanti a lui. A 4 chilometri dalla fine l'atleta di origine marocchina, che vive da quasi vent'anni vicino a Bergamo e corre per l'Atletica Riccardi di Milano, ha conquistato la terza piazza, scavalcando Dadi Feyera Gemeda, poi giunto quarto. Era dal 2006 che un italiano non saliva sul podio, quando Daniele Caimmi fu secondo. Chatbi corre part-time, alternando gli allenamenti con il lavoro da operaio addetto alle presse in una fabbrica di teflon.

Sofferta, ma tenace, anche la gara di Ruggero Pertile, che aveva impostato una corsa in rimonta (1:05:59 alla mezza maratona, quasi due minuti dai primi), ma che poi ha pagato come tutti le condizioni climatiche e ha chiuso al quinto posto in 2:15:40. Il 42enne romano Giorgio Calcaterra ha concluso la sua gara al nono posto in 2:34:26, risultato che l'ha costretto a fare il controllo anti-doping, dopo il quale è ripartito per la sua seconda prova sui 42,195 km.

Nella gara femminile Tolwak, Kifle e la loro connazionale Alemu Mokonnin Ourge hanno fatto gara di testa assieme fino al 30° km (passaggio 1:46:36, dopo essere passate in 35:16 al 10° km e in 1:15:06 a metà gara). Prima la Ourge ha perso terreno, poi al 37° km la Tolwak ha lanciato l'allungo decisivo, vincendo per 36 secondi.

Toniolo, atleta della Forestale, ha raggiunto a 5 km dalla fine Ourge ed è riuscita a salire sul podio. L'ultima volta che due azzurri erano arrivati tra i primi tre in entrambe le prove era stato nel 2005, quando Alberico Di Cecco vinse la gara maschile e Tiziana Alagia fu 2° tra le donne.

Soddisfatto anche se stanco il vincitore Abebe Negewo Degefa: «Sono contento, anche se speravo in un tempo migliore, ma purtroppo abbiamo sofferto molto la pioggia e il vento. Le lepri hanno fatto un buon lavoro, poi però quando siamo rimasti da soli abbiamo dovuto rallentare perché le gambe facevano male. Nel finale io sono rimasto coperto fino all'ultimo chilometro, poi a un chilometro dalla fine ho lanciato l'attacco».
«E' stato difficile ma sono soddisfatto anche se puntavo a vincere», ha detto i secondo arrivato, Birhanu Addissie Achamie.

E il terzo, l'italo-marocchino Jamel Chatbi, che corre part time alternando gli allenamenti al lavoro come operaio, ora spera in uno sponsor: «Sono contento, era la mia prima maratona e le condizioni erano davvero difficili. Speravo in un tempo migliore, credo di poter già valere 2 o 3 minuti in meno, ma nel finale ho sofferto molto per i crampi, avevo le gambe durissime. Ora spero di poter trovare uno sponsor per fare l'atleta a tempo pieno e correre forte. Penso di poter valere in futuro 2:08 o 2:09».

Il veterano Ruggero Pertile arrivato quinto ha sofferto i sampietrini: «Ho cercato di fare la mia gara, ma oggi era veramente dura. Sui sampietrini scivolavo e non riuscivo a correre bene. Devo ringraziare tutto il pubblico che mi ha incitato molto. Ora punto a Pechino, penso che con tutti i bravi maratoneti italiani che stanno crescendo possiamo fare una bella squadra».

Difficoltà in più per il maltempo anche per le donne: «Ero ben allenata per correre forte, ma oggi non è stato possibile», ha detto la vincitrice Meseret Kitata Tolwak, spiegando: «Per gran parte della gara sono stata insieme alle mie connazionali, ma non abbiamo mai collaborato, ognuna voleva vincere. Con i soldi guadagnati punto ad allenarmi nelle migliori condizioni e ottenere altri risultati importanti come questo».

E alla sua prima volta a Roma, festeggia comunque Deborah Toniolo, arrivata terza: «E' stata una giornata difficile, molto faticosa, ma alla fine voglio dirmi comunque che sono stata brava. Ho finito la gara e sono arrivata al terzo posto, è sempre un bel risultato. Poi era la mia prima volta a Roma ed è stato emozionante sentire il pubblico che mi incitava, nonostante la pioggia».