30 agosto 2025
Aggiornato 11:30
Dopo la squalifica dalla Federnuto

Malagò: «Farò ricorso ma troppi parenti»

Così il Presidente del CONI torna a parlare della squalifica inflittagli dalla Disciplinare della Federnuoto di 16 mesi. Duro Barelli: «Malagò si assume la responsabilità delle sue parole».

ROMA - «È normale ed è evidente che farò ricorso. Magari se non ci fossero troppi parenti a giudicare forse sarebbe una buona cosa». Giovanni Malagò, a margine della presentazione di «Believe to be alive», svoltasi nella sede della Rai di viale Mazzini, torna a parlare della squalifica inflittagli dalla Disciplinare della Federnuoto di 16 mesi. I riferimenti di parentela dei quali parla Malagò riguardano Adriano Sansonetti, presidente della Diciplinare della Federnuoto, cognato di Pier Salvatore Maruccio presidente della commissione d'appello che dovrà valutare il ricorso. Allo stesso modo anche l'avvocato Massimo Mamprin, membro della Disciplinare e figlio di Giancarlo Mamprin, presidente del Cda della Fin Plus, società di servizi della Federnuoto. Nessuna replica alle dichiarazioni di Barelli: «Chi sa di sport sa di cosa stiamo parlando».

Barelli: Malagò si assume la responsabilità delle sue parole - Botta e risposta tra il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e quello della federnuoto, Paolo Barelli, sulla squalifica della Disciplinare Fin al numero uno del Coni. A margine della presentazione dei campionati di pallanuoto, Barelli ha commentato così la vicenda: «Parla di sentenza vergognosa per il mondo dello sport? Lo dice lui. Ognuno può esprimere le proprie opinioni e se ne assume la responsabilità» dice Barelli che aggiunge: «Siamo sereni ma dispiaciuti e sconcertati per una vicenda che nasce da una denuncia fatta dal Comitato Olimpico alla federazione e agli organi di giustizia ordinaria».

La Sentenza va letta - Quanto alla squalifica Barelli non commenta valutazioni «che vanno rispettate». La situazione per il numero uno della Fin nasce a febbraio «con la denuncia del Coni e non ieri. Il mondo del nuoto, che è composto da circa un milione di tesserati nel suo complesso e oltre 1600 società, è molto colpito da tutta la vicenda e vuole andare a fondo per avere chiarezza esterna di quello che è già chiaro all'interno. La sentenza va letta, mi risulta sia stata pubblicata ed è quindi a disposizione di tutti che così possono farsi una propria idea. La federazione è fatta di dirigenti capaci non solo nell'eccellenza delle proprie squadre ma anche nell'amministrazione. Siamo osservati e valutati, e se serve anche giudicati, ma questo vale per tutti».