17 novembre 2019
Aggiornato 16:30

Sharapova: Chernobyl mi cambiò la vita

«I miei genitori hanno lasciato tutto nella casa dove vivevano, quando sono scappati avevano con loro solo il passaporto»

MOSCA - «L'incidente di Chernobyl ha cambiato la mia vita, probabilmente non avrei giocato a tennis». Lo dice la tennista russa Maria Sharapova in una intervista concessa alla Espn, la tv che l'ha accompagnata nel recente viaggio condotto attraverso i luoghi da dove proviene la sua famiglia. «I miei genitori hanno lasciato tutto nella casa dove vivevano, quando sono scappati avevano con loro solo il passaporto», racconta la Sharapova. Nel 1986 come noto sin registrò un incidente nucleare nella centrale di Chernobyl, di là dal confine nella vicina Ucraina rispetto alla regione di Gomel dove viveva la famiglia della tennista. La mamma della Sharapova era incinta e i genitori lasciarono la loro casa per emigrare in Siberia, dove nacque la futura campionessa.

L'incontro con la Navratilova - Il primo episodio decisivo è però il trasferimento a Sochi, una delle pochissime città russe nelle quali il tennis era popolare. Quindi all'età di 6 anni a Mosca la Sharapova incontrò Martina Navratilova, che intravide nella ragazzina delle potenzialità e suggerì il trasferimento negli Stati Uniti. «L'unica cosa che ricordo è quando incarto i miei libri e mamma che mi dice che non posso portare con me tutta la Russia», racconta la Sharapova. Che a 9 anni entrò nell'accademia di Nick Bollettieri.
Il resto è cronaca. «E' folle fermarmi a pensare chi sarei oggi senza quella esplosione», dice la Sharapova. «Certe volte mi passa per la testa questo pensiero, ma non voglio nemmeno sapere cosa sarebbe stato di me, perché sono veramente felice per tutto quello che poi sono riuscita a fare».