14 maggio 2021
Aggiornato 03:30
Ciclismo

Se Landis ha prove su Armstrong le fornisca

Rogge e Fahey chiedono al ciclista di dimostrare accuse

LOSANNA - Il presidente del Cio, Jacques Rogge, ed il numero uno dell'agenzia antidoping mondiale, John Fahey, hanno chiesto a Floyd Landis di fornire le prove a sostegno delle accuse di doping rivolte a Lance Armstrong e allo storico manager di quest'ultimo, Johan Bruyneel.

In un'intervista ad Associated Press il massimo dirigente della Wada ha spiegato che Landis, privato per doping del suo successo al Tour de France del 2006, dovrebbe fornire all'agenzia antidoping statunitense o all'Unione Ciclistica Internazionale gli elementi a sostegno delle sue accuse. In alcune e-mail inviate all'Uci e alla federazione statunitense Landis ha scritto di avere appreso i principi del doping e gli stratagemmi per eludere i controlli da Armstrong e Bruyneel. Secondo Fahey in presenza di prove le autorità sportive dovrebbero intervenire.
Dello stesso parere Rogge, che attraverso Associated Press ha mandato un chiaro messaggio a Landis: «Deve provare che quello che dice è vero», ha detto, «queste sono accuse che devono essere supportate da prove».

Verbruggen: Armstrong mai positivo - Hein Verbruggen respinge le accuse di Floyd Landis. L'ex presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale, accusato dal corridore statunitense di avere insabbiato una positività di Lance Armstrong all'Epo, si è difeso assicurando che il texano sette volte vincitore del Tour de France «non è mai stato dichiarato positivo da un laboratorio».
Verbruggen, che ha parlato ad Associated Press, ha respinto la denuncia di Landis affermando che l'ex compagno di squadra di Armstrong «è in uno stato di grande confusione».