20 ottobre 2019
Aggiornato 08:00

Semenya rompe silenzio: ora la gente mi vuole guardare

«Miei compagni sanno chi sono, per loro sono semplicemente Caster»

LONDRA - Caster Semenya ha rotto il suo lungo silenzio rivelando amarezza e timore in un'intervista che il quotidiano britannico The Guardian pubblicherà integralmente domani. «Ora la gente mi vuole guardare. Vogliono toccarmi», ha detto la vincitrice degli 800 metri femminili nei Mondiali disputati la scorsa estate a Berlino, «dovrei essere famosa, ma non so se mi piace così tanto».

Secondo la stampa australiana Semenya sarebbe affetta da una particolare forma di ermafroditismo. La sprinter sudafricana, in evidenza con t-shirt rosa e capelli sciolti sull'home page di guardian.co.uk, nel corso dell'intervista non è entrata nello specifico del caso internazionale che da mesi la vede protagonista silenziosa. Tra una settimana la federazione internazionale renderà pubblico l'esito dei test a cui è stata sottoposta Semenya.

«Mi accettano tutti», ha detto l'atleta parlando dei suoi compagni di allenamento, «loro sanno chi sono. Per questi ragazzi io sono semplicemente Caster, con loro sto bene». All'esito dei test ordinati dalla Iaaf sarà legato anche il prosieguo della carriera della mezzofondista sudafricana, dominatrice degli 800 metri ai Mondiali di Berlino. La federazione potrebbe concedere a Semenya di proseguire l'attività agonistica, escluderla dalle competizioni o prefigurare la necessità di un intervento chirurgico.