29 marzo 2020
Aggiornato 20:30
Cusma solo sesta

«Rambo» Semenya stravince negli 800

Sospetti sulla femminilità della sudafricana

BERLINO - La sudafricana Caster Semenya ha vinto la medaglia d'oro nella prova degli 800 metri piani femminili ai Mondiali di atletica leggera di Berlino. La diciottenne Semenya, al centro di polemiche e sospetti e sottoposta dalla federazione internazionale (Iaaf) ad un controllo che dovrà accertare il suo sesso, ha dominato e vinto la finale con il tempo di 1'55:45.

Secondo posto in 1'57:90 e medaglia d'argento alla kenyana Janeth Jepkosgei Busienei, terzo posto in 1'57:93 e medaglia di bronzo alla britannica Jennifer Meadows. L'azzurra Elisa Cusma ha chiuso solo al sesto posto: la ventottenne bolognese ha completato i due giri di pista in 1'58:81.

Riflettori puntati sulla dominatrice della corsa: lineamenti, voce, fattezze e muscolatura da uomo, con dubbi avanzati sul suo reale genere sessuale anche dalla federazione internazionale (Iaaf), la diciottenne sudafricana Caster Semenya. «Vuoi vedere cosa c'é qua sotto?». Si dice che la Semenya abbia risposto così ad un solerte benzinaio sudafricano che aveva messo in dubbio la sua femminilità vedendola entrare nei bagni riservati al gentil sesso.

I dubbi però non sono riconducibili solo all'aspetto esteriore, ma anche a quanto da perfetta sconosciuta la Semenya ha combinato ai recenti campionati nazionali, quando ha abbassato addirittura di sette secondi il precedente record sudafricano sulla distanza portandolo a 1'56:72, la miglior prestazione dell'anno.

«Telefonate pure alle sue compagne di stanza a Berlino, l'hanno vista in doccia, lì non si può nascondere niente», dice ai giornalisti l'allenatore della Semenya, Michael Seme. La stessa federazione sudafricana ha fatto sapere che non avrebbe mai mandato al Mondiale un'atleta senza essere sicura del sesso.

Anzi, il responsabile per i rapporti con la stampa Ethel Manyaka ha ricordato ai giornalisti che a Berlino esistono altri casi di sesso sospetto, come per la mozambicana Maria Mutola, la kenyana Pamela Jelimo, la tedesca Ariane Friedrich e altre russe e ucraine.

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