12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
La crisi finanziaria ferma il campionato argentino

Argentina in crisi, rinviato inizio campionati

No ad aiuto dalle tv, tifosi protestano infrangendo vetri sede Afa

BUENOS AIRES - La crisi finanziaria ferma il campionato argentino. Al termine di una giornata resa difficile anche dalla contestazione a tratti violenta di un nutrito gruppo di tifosi, la federcalcio di Buenos Aires ha deciso di rinviare l'inizio del torneo Apertura, previsto per il prossimo 14 aprile.

Situazione difficile - «Le risorse a disposizione non possono coprire le spese, la situazione è molto difficile», ha detto il presidente Julio Grondona lasciando la sede dell'Afa nella serata di ieri. Il consiglio federale ha optato per la paralisi del futbol respingendo un'offerta delle televisioni, che hanno proposto un anticipo di circa sette milioni di euro sugli oltre 48 milioni di euro previsti dai diritti per la stagione imminente.

Debiti dei club - Oltre all'impasse nella trattativa con le televisioni (la Afa vorrebbe ritoccare i contratti di cessione dei diritti) il campionato argentino lamenta anche la mancata legalizzazione delle scommesse sportive da parte del governo del presidente Cristina Fernandez. Numerosi club di prima fascia (San Lorenzo, River Plate, Independiente, Newell's Old Boys, Huracan, Racing Club e Rosario Central) sono inoltre alle prese con i debiti accumulati nei confronti dei calciatori, che denunciano il mancato pagamento di stipendi per un totale di oltre sette milioni di euro.

La prospettiva di restare senza calcio (il blocco riguarda anche alcune divisioni inferiori) nella giornata di ieri ha spinto un centinaio di tifosi a manifestare davanti alla sede della federcalcio argentina. Gli aficionados - tutti privi di sciarpe o bandiere - hanno reso rovente la giornata in Calle Viamonte intonando slogan contro Grondona e infrangendo alcuni vetri della sede dell'Afa.