20 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Vela - Coppa America

Lo skipper di Alinghi Butterworth attacca

«Tutto quello che abbiamo fatto è conforme alle regole»

NEW YORK - Mentre la sfida di Coppa America di vela tra il defender Alinghi e lo sfidante Bmw Oracle vedrà a breve una nuova «regata» non in acqua ma in una Corte di New York (gli Usa contestano in sostanza un certo meccanismo idraulico presente sul catamarano svizzero), è arrivata una sdegnata dichiarazione dello skipper di Alinghi, Brad Butterworth, quattro volte vincitore dell'AmCup. «In merito a questo continuo ricorso al tribunale - ha detto Buterworth - vorrei ricordare che questa è la quarta volta che Bmw Oracle Racing preferisce rivolgersi alla Corte piuttosto che sfidarci in acqua per la 33sima America's Cup».

«Se leggete - ha continuato, entrando nel dettaglio - sia la lettera del 2 dicembre 1987 sia quella del 26 maggio 2009, scritte dai rispettivi Defender e rivolte ai loro sfidanti, troverete diverse somiglianze perché i contenuti utilizzati nella lettera del 1987 sono gli stessi utilizzati dalla Società Nautica di Ginevra onde evitare ulteriori questioni, il che è particolarmente importante se si considera che l'autore della suddetta lettera, rivolta al Mercury Bay Yacht Club, era Tom Ehman, attuale portavoce di Bmw Oracle».

«Tutto ciò che abbiamo fatto - ha specificato - è conforme al Deed of Gift (l'atto di donazione che contiene le regole fondamentali dell'evento, ndr). Non bisogna dimenticare che il Deed of Gift riconosce al Defender dell'America's Cup alcuni legittimi diritti. Invece di confondere le acque con litigi senza senso, Bmw Oracle - ha concluso Butterworth - dovrebbe fornire il Custom House Registry (una sorta di libretto di immatricolazione della barca, ndr.) il prima possibile come richiesto dal Deed of Gift e dalla Corte».