28 gennaio 2020
Aggiornato 00:30

Calcio: Governo accelera su legge per rinnovo degli stadi

Sottosgretario Sport Crimi: Spero sì del Senato entro l'estate

ROMA - Nonostante la crisi economica imponga altre priorità, il governo non dimentica l'importanza di un urgente rinnovamento dei 126 stadi italiani utilizzati dal calcio professionistico e si impegna a accelerare l'approvazione del ddl, ora all'esame del Senato, che definirà criteri e modalità per la costruzione e il finanziamento di nuovi impianti. E' il messaggio portato stamani ai massimi vertici del calcio da Rocco Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, durante il convegno «Gli Stadi modulari: un'opportunità per il calcio italiano» organizzato dal Coni.

«Oggi vediamo l'alba di un nuovo futuro» ha commentato entusiasta Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio. «Non si può - ha aggiunto - essere campioni del mondo solo sul campo e non negli stadi». A dimostrare la scarsa competitività delle nostre strutture rispetto al resto d'Europa ci ha pensato lo stesso Crimi a margine del convegno: il Real Madrid, con 365 milioni di euro, è in cima alla classifica dei club europei per fatturato, ma la prima squadra italiana, la Juventus, ha ricavi per soli 167 milioni di euro. Una differenza abissale frutto dei maggiori proventi della vendita di biglietti e del merchandising, tipici delle società che hanno costruito uno stadio di proprietà. «La Juventus c'è riuscita. Non tutti sono la Juventus, ma il suo esempio vuol dire che si può fare» ha continuato Matarrese.

Secondo il rappresentante del Governo il provvedimento potrà essere approvato da Palazzo Madama entro l'estate perché è ampiamente condiviso da tutte le forze politiche e mercoledì ci sarà la prima riunione del comitato ristretto in commissione Cultura del Senato incaricato di definire un testo unificato. Già da ora, ha aggiunto, è inoltre necessario programmare le audizioni in Commissione dei rappresentanti di Regioni, Province, Comuni,oltre a quelli delle leghe calcistiche, del Coni, del Credito sportivo e della Cassa depositi e prestiti. Secondo Crimi è infatti indispensabile che il ddl sia condiviso a tutti i livelli.

L'importante, ha concluso il sottosegretario, è che sia salvaguardato il principio della «gestione virtuosa». Quella, cioè, di un impianto polifunzionale e aperto diversi giorni alla settimana. Muovendo dall'analisi della situazione attuale degli stadi italiani e della normativa vigente in materia di sicurezza, il Coni ha presentato oggi uno studio realizzato dalla società di consulenza Deloitte che propone, in particolare, di sostituire 69 vecchi stadi con meno di 10mila posti con nuove strutture modulari in grado di aumentare o diminuire gli spazi a sedere quando una squadra viene promossa o retrocessa.

«E ' un modo - ha spiegato Giovanni Petrucci, presidente del Coni - per diminuire i costi e renderli confacenti all'attività del club. E' importate però che intorno ci siano, oltre all'impiantistica sportiva, cose che possano far vivere durante la settimana gli sportivi e non». La dimensione differenziata, ha aggiunto Giancarlo Abete, presidente della Figc, è «fondamentale» e «uno stadio funzionale, pur non essendo sufficiente a evitare la violenza, aiuta ad avere una partecipazione positiva» degli spettatori. Il presidente della Lega Nazionale Professionisti, Mario Macalli, ha infine auspicato una legge «non che ci metta in una situazione di privilegio», ma solo nella condizione di poter costruire impianti che facciano «vivere le società e non perdere quattrini».