16 ottobre 2021
Aggiornato 05:00
Nazionale Femminile U19

Gozzer: «Un successo costruito nel tempo, stimolo per il futuro»

Con la vittoria del Campionato Europeo, la Nazionale Under 19 ha scritto una pagina unica sul libro del calcio femminile

Con la vittoria del Campionato Europeo, la Nazionale Under 19 ha scritto una pagina unica sul libro del calcio femminile. Un successo senza precedenti, un piccolo, grande passo nella storia. Il nome scritto nell’albo d’oro, il primo trofeo, titoli di giornali e, altra novità, quattro giocatrici italiane nell’elenco delle migliori dieci dell’Europeo: il portiere Sara Penzo, che ha incassato un solo gol in 360 minuti giocati, il capitano Sara Gama, Alice Parisi che ha firmato il gol vittoria della finale su rigore, Pamela Gueli.
Sono passati alcuni giorni, ma le emozioni sono ancora vive. A raccontarle è il capo delegazione dell’Italia Piergiorgio Gozzer, che da anni segue da vicino le vicende del calcio femminile. «Sono trascorsi alcuni giorni dal magico e storico momento in cui allo stadio Vallée du Cher di Tours in Francia le ragazze italiane dell’Under 19 hanno sollevato sotto un cielo azzurro la Coppa continentale. Un momento indescrivibile – sottolinea Gozzer - per chi ha avuto la fortuna di viverlo, anche perchè questo successo è stato costruito nel tempo».

Un lavoro iniziato quando?
«Tre anni fa, di questi tempi, con il rinnovo da parte della FIGC dei quadri tecnici delle nazionali e la nascita di una nuova nazionale femminile, la Under 17, abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto. Facendo leva sull’ultima delusione europea, quella vissuta nel 2006 in Slovacchia quando l’Italia non si è qualificata alla fase finale nonostante fosse arrivata a pari punti con l’Olanda, abbiamo continuato il nostro percorso. E nel 2007 è arrivata un’altra cocente delusione: nonostante i 7 punti in classifica nel girone del 2° turno di qualificazione, a causa di un’atipica norma regolamentare, al posto dell’Italia si qualificò la Norvegia con solo 5 punti».
Quando si è verificata la trasformazione?
«Quest’anno il cammino nelle qualificazioni, sia in Russia che in Portogallo, è stato brillante e l’Under 19 è arrivata alla fase finale determinata e più consapevole dei propri mezzi. Nonostante fosse la squadra più giovane del torneo, si è imposta contro le squadre più accreditate e, di vittoria in vittoria, è arrivata a disputare la finale che poi abbiamo vinto contro una nazionale blasonata, la Norvegia, da sempre protagonista in queste competizioni. Sono stati tre anni di intenso lavoro tecnico, medico ed organizzativo che, unito ai sacrifici di tante giovani atlete passate e presenti, ha posto delle solide basi perché il calcio femminile venga trasmesso come un valore altamente morale e sportivo.Voglio ringraziare per questo straordinario successo, oltre alle ragazze naturalmente, quanti hanno profuso in questi anni la loro competenza e professionalità al seguito della nazionale: il tecnico Corrado Corradini, l’assistente Giorgia Brenzan, il preparatore atletico Tommaso Ferroni, il medico Luca Gatteschi, il fisioterapista Maurizio D’Angelo, il magazziniere Mario Di Fausto e, non per ultimo, il segretario Massimo Del Sordo».

Il messaggio che ha lanciato questo splendido gruppo di ragazze è chiaro.
«Quello che mi auguro – prosegue Gozzer - è che questa impresa sia di stimolo a tutto il movimento femminile e che da qui si parta per costruire altri e importanti successi. Il calcio è un gioco di squadra, ognuno ponga il proprio mattone al servizio di tutti, dalle competenti e preposte Istituzioni sportive alle Società affiliate, affinché la passione calcistica delle ragazze possa essere incrementata, come ha fatto il Club Italia della Figc creando il clima ideale per consentire alla nostra Under 19 di esprimersi in modo stupendo e diventare protagonista del calcio europeo».