18 dicembre 2018
Aggiornato 17:30

Contrae la varicella a 4 anni e le viene un ictus. Ora deve imparare tutto daccapo

Il dramma di una bambina di 4 anni che ha avuto un ictus a causa della varicella. Ora dovrà imparare tutto daccapo

Contrae la varicella e le viene un citus
Contrae la varicella e le viene un citus (Screenshot dal quotidiano Daily Mail)

Una bambina splendida, quella che vedete in foto, ma che ha dovuto imparare tutto daccapo, persino a camminare. La tragedia è iniziata quando la piccola ha contratto la varicella. Una malattia che per certi versi potrebbe sembrare banale ma che, in alcuni casi, può portare a complicazioni molto gravi. Non a caso è consigliabile fare il vaccino fin da piccolissimi. Ora Sophie sta riprendendo la sua vita in mano dopo aver fatto i conti con un ictus. Ecco tutti di dettagli della vicenda.

Il giorno dell’ictus
I genitori di Sophie raccontano come la piccola sia caduta dal letto mentre era affetta dalla varicella. Il padre, mentre l’ha presa in braccio, si è accorto che c’era qualcosa che non stava andando per il verso giusto. Lui e la signora Fuller hanno anche una ragazza di 15 anni e una di 17, e non avevano mai assistito a niente di simile. «Quando l'ho vista sono stata presa dal panico e ho detto: «sta avendo un ictus» - è stato assolutamente straziante». Dopodiché i genitori sono corsi al pronto soccorso: «abbiamo assistito a tutto quello che ha passato. Ci hanno detto di continuare a parlare con lei. Tutto quello che volevo sapere era se stava andando tutto bene, ma nessuno poteva dirmelo. Mio marito si rese conto di quanto fosse grave. Il personale dell'ospedale le ha salvato la vita. Non possiamo ringraziarli abbastanza. Sentiamo che fanno parte della nostra famiglia a causa di ciò che hanno fatto per noi», racconta la mamma.

Un caso raro
E’ importante sottolineare che quello accaduto alla piccola Sophie Fuller è un caso estremamente raro: un ictus può infatti verificarsi in un bambino su 100.000 ma è vero che c’è una piccola percentuale di soggetti che possono aumentare il rischio durante la varicella. Il virus, infatti, causa un restringimento di alcuni vasi sanguigni che si trovano nella testa. «Fondamentalmente, il virus della varicella infetta i grossi vasi sanguigni nel cervello e causa l'infiammazione in essi. I vasi sanguigni possono cicatrizzare e ciò può ridurre l'afflusso di sangue al cervello, che può portare a un ictus. Gli studi hanno dimostrato che i bambini sono maggiormente a rischio sei mesi dopo essere stati inizialmente infettati dal virus della varicella. Questo può lasciare i giovani con disabilità permanenti, tra cui paralisi o convulsioni, a seconda di quali siano i vasi sanguigni coinvolti. Altre complicazioni possono includere le vesciche cutanee, le meningiti, la polmonite e la disidratazione se le lesioni si sviluppano intorno alla bocca», spiega la dottoressa Tina Tan, professore di pediatria presso la Northwestern University. 

Un ictus nel mese di luglio
La bambina, di di Clydebank (West Dunbartonshire) ha avuto un ictus nel mese di luglio, più precisamente l’8 luglio. Ora la sua vita sta tornando alla normalità ma ha ancora bisogno di assistenza 24 ore su 24 e di iniezioni fluidificanti. Da poco è tornata all’asilo e ha imparato anche a guidare un triciclo, anche se adattato alle sue esigenze. Dopo l’evento vascolare, infatti, la piccola ha dovuto imparare di nuovo a camminare e parlare.

Un secondo ictus?
I genitori, come è logico pensare, hanno sempre il timore che possa verificarsi un secondo ictus. i vasi sanguigni del suo cervello sono ancora molto ristretti. «Dalla sua recente risonanza magnetica eseguita a ottobre si possono notare danni permanenti al cervello e i vasi sanguigni sono ancora molto stretti. Sophie sarà sempre a rischio. La teniamo nella nostra camera da letto e non la lasciamo dormire da sola. Viviamo nella paura, assicurandoci che respira, ma siamo una famiglia molto forte e abbiamo molto sostegno.  Questo sarà un lungo viaggio. Tutto ciò ha completamente cambiato le nostre vite. Vivi ogni singolo giorno e ti viene ricordato cosa è successo», racconta al Daily Mail Tracy Fuller. Purtroppo, al momento i medici non sanno dire se i vasi sanguigni torneranno mai a essere di dimensioni normali.

Due mesi in ospedale
La bambina è stata ricoverata per due mesi in ospedale e ha imparato a parlare di nuovo grazie a una terapia specifica. Allo stesso modo sta imparando nuovamente a muoversi, grazie alle sedute di fisioterapia. «Sophie ha ancora bisogno della sua sedia a rotelle per andare in giro perché non può camminare lontano, ma ha imparato a farlo di nuovo per brevi distanze», continua la mamma.

Un viaggio per ripagarla del suo coraggio
La piccola Sophie ha dimostrato di aver avuto un grande coraggio e nessun bambino della sua età dovrebbe essere costretto a sopportare tanto dolore. E proprio per questo motivo che i suoi genitori hanno deciso di ripagarla per la forza che ha dimostrato in questi mesi, promettendole di portarla – il mese prossimo – a Disneyland Paris. Qui potrà finalmente incontrare il suo personaggio preferito: la bestia de La Bella e la Bestia.