22 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Bimbo muore per setticemia da streptococco A

Si gratta una bolla della varicella e muore a tre anni per il killer Streptococco emolitico A

Il piccolo Bryan-Andrew di 3 anni è morto improvvisamente dopo essere andato a letto la sera. Aveva la varicella. La nonna lo trova senza vita al mattino. La mamma, disperata, ora avverte i genitori del pericolo del grattare le bolle della varicella e dello streptococco A

Un bimbo di tre anni muore per essersi grattato una bolla della varicella
Un bimbo di tre anni muore per essersi grattato una bolla della varicella Shutterstock

REGNO UNITO – Aveva solo 3 anni, e la varicella il piccolo Bryan-Andrew. Una malattia esantematica che colpisce molti bambini e che in genere non desta particolari preoccupazioni – a parte le bolle che compaiono sulla pelle e che non si devono grattare, anche se prudono. Ma quanti, da sempre l’hanno fatto, e magari ne portano i segni ancora oggi? Eppure, quel gesto così comprensibile dopo tutto, perché la bolla o la crosticina prude – d’altronde è causata da un virus della famiglia dell’herpes – al piccolo Bryan è costato caro.

La buonanotte che si è trasformata in una tragedia
«Buonanotte mamma, ti voglio bene», con queste dolci parole il piccolo Bryan aveva salutato al telefono la mamma prima di andare a letto perché non si sentiva bene a causa della varicella. Il bimbo si trovava a casa della nonna, insieme al fratello Austin, proprio perché affetto dalla malattia infettiva. E la mamma, Jasmine Shortland di 23 anni, che aveva a casa il fratellino Ivan di soli 4 mesi, non voleva che potesse esserne infettato.
Quella notte, verso le 3:00 del mattino, racconta la nonna a Somerset Live, Bryan si era svegliato e aveva chiesto alla nonna di bere, prima di rimettersi a dormire. Per cui stava bene. Difatti, la nonna ha confermato che il piccolo, subito dopo, è tornato sotto le coperte sereno e affettuoso come sempre. Poi, la mattina dopo, il suo fratellino Austin era già sveglio, ma Bryan sembrava non volersi svegliare. La nonna ha iniziato a preoccuparsi, anche perché era proprio lui sempre il primo ad alzarsi. Quando è entrata nella stanza ha subito capito che c’era qualcosa che non andava.

La terribile scoperta
Quella terribile mattina Jasmine è andata ad aprire la porta verso le 8:15 perché qualcuno aveva suonato il campanello. Di fronte a lei vede il suo patrigno David, con le lacrime agli occhi. «Bryan è morto», sono state le sue sole parole. Allo sbigottimento iniziale è seguita la disperazione. Jasmine non poteva credere a quello che stava dicendo l’uomo. Si è accasciata al pavimento e ha iniziato a urlare. La mamma ha poi raccontato di stare vivendo il peggiore incubo di ogni genitore e sta facendo di tutto per tenere unita la famiglia, che ha insieme al compagno Josh Westcott, anche lui molto giovane e di soli 20 anni. Nel contempo, vuole avvertire tutti i genitori dal non prendere sotto gamba le malattie e, in questo caso, la varicella. «Non riesco a credere che se ne sia andato», ha ripetuto più volte.

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Il tentativo di salvarlo e l'infezione da streptococco
Secondo quanto raccontato dalla nonna, quando ha trovato il piccolo Bryan esanime ha tentato di rianimarlo con la respirazione bocca a bocca, ma il piccolo presentava la mascella serrata e non ci è riuscita. Un paramedico giunto poco dopo che i nonni avevano chiamato i soccorsi ha constatato che il cuore di Bryan non batteva più. Il bimbo è poi stato trasportato all’Ospedale di Yeovil (una cittadina della contea del Somerset, in Inghilterra) ma purtroppo era già morto. In un primo momento i medici hanno imputato la causa del decesso alla SIDS, la sindrome da morte improvvisa infantile, o morte in culla, ma più tardi si è scoperto il vero motivo: a uccidere Bryan era stata la streptokosfera settica, un’infezione da streptococco A molto rara causata, si pensa, da un suo graffio fatto nel tentativo di lenire il prurito delle bolle tipiche della varicella. L’infezione da Streptococco A può essere molto pericolosa perché questo è un batterio tra i più virulenti della sua categoria. La mamma, anche di fronte alla spiegazione del perché il suo piccolo sia morto, non riesce a consolarsi: «Non capisco come un bimbo così piccolo possa contrarre una malattia tanto rara – ha commentato al Somerset – Aveva la varicella e ogni sintomo dell’infezione l’ho ricollegato alla malattia, non mi sono accorta di nulla». Ma proprio l’innocente tentativo di lenire il prurito, tipico della malattia, ha ucciso il piccolo Bryan. Ecco perché oggi Jasmine avverte i genitori che non bisogna far sì che il bambino con la varicella si gratti le bolle perché questo può causare un’infezione. «Penso che sia davvero importante sapere quanto possa essere pericoloso – ha sottolineato Jasmine – L’altro mio figlio aveva anche lui la varicella, ma lui stava assolutamente bene. Non aveva alcun problema».

Lo Streptococco emolitco A
Lo Streptococco beta emolitico A è causa di un'infezione che colpisce spesso i bambini. Si localizza in genere  nella gola e nel naso. La sua trasmissione è piuttosto facile, se per esempio la persona malata tossisce o starnutisce. L'infezione deve essere curata in modo tempestivo perché le complicanze possono essere molto gravi.