22 settembre 2019
Aggiornato 01:00
Nutrizione e grasso corporeo

Ecco lo zucchero che (davvero) non fa ingrassare

Gli scienziati hanno rivelato che c’è un tipo di zucchero che può effettivamente prevenire l’aumento di peso e anche il diabete

Zucchero
Zucchero Shutterstock

I ricercatori dello Human Genetics Program al Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute di San Diego, guidati dal prof. Hudson Freeze hanno scoperto che c’è un tipo particolare di zucchero che non fa ingrassare, e che agisce fortemente sul metabolismo e sulla composizione dei batteri intestinali. In questo modo può controllare l’aumento di peso e la glicemia (o gli zuccheri nel sangue).

Lo zucchero che non ingrassa
Per questo studio, gli scienziati statunitensi hanno testato gli effetti del mannosio sull’organismo dei modelli animali. Il mannosio è un tipo di zucchero che si trova naturalmente in frutti come i mirtilli. Il team del prof. Freeze hanno suddiviso a caso i topi in 4 gruppim, per poi somministrare loro, per un tempo variabile a seconda del gruppo di appartenenza da 3 a 8 settimane, o una dieta ricca di grassi senza mannosio; o una dieta ricca di grassi con aggiunta di mannosio; o una dieta normale senza mannosio; o una dieta normale con mannosio. Dopo di che, i ricercatori hanno analizzato il microbiota intestinale dei topi e hanno misurato il peso corporeo e i livelli di zucchero nel sangue. Infine, hanno anche monitorato i livelli di grasso nel fegato e la loro idoneità complessiva.

I risultati
Lo studio e i suoi risultati completi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell, e mostrano che i topi a cui era stata somministrata una dieta ricca di grassi con l’aggiunta di mannosio erano più magri, avevano meno grasso nei loro fegati, avevano più attivi fisicamente fitness ed erano più tolleranti al glucosio rispetto ai topi con una dieta ricca di grassi senza mannosio. Anche le successive analisi dei batteri intestinali hanno rivelato che quelli dei topi che consumavano i carboidrati trattati con il mannosio agivano in modo meno efficiente rispetto a quelli che non avevano assunto il mannosio, e avevano anche «un maggiore contenuto di energia fecale». Questo, secondo gli scienziati, suggerisce che hanno assorbito meno calorie rispetto ai roditori senza mannosio. Gli autori dello studio fanno altresì notare che quando hanno eliminato il mannosio dalla dieta ad alto contenuto di grassi, e hanno riesaminato i topi, si è scoperto che questi avevano riacquistato peso e la composizione batterica era tornata a somigliare a quella dei roditori obesi.

Implicazioni future
Sebbene lo studio sia stato condotto soltanto su modello animale, i ricercatori ritengono che potrebbe contribuire a portare a nuovi trattamenti per l’aumento di peso e l’obesità. «Questi risultati confermano ulteriormente l’importante ruolo del microbioma intestinale nel metabolismo – sottolinea il prof. Freeze – Il microbioma spiega in parte gli effetti benefici del mannosio, ma il modo in cui influenza esattamente il metabolismo del corpo rimane un mistero. L’obesità e le malattie correlate, come la steatoepatite non alcolica (NASH) sono in aumento, e gli scienziati sono alla ricerca di nuovi trattamenti, in particolare per le persone che non sono in grado di fare attività fisica. Una migliore comprensione degli effetti del mannosio sul microbioma intestinale può portare a nuove terapie per il trattamento dell’obesità», conclude Freeze.