18 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Il Servizio Sanitario Nazionale compie 40 anni: luci e ombre della sanità italiana

Le analisi Gimbe sulle prestazioni dell'Italia rispetto ad altri Paesi nel campo della sanità evidenziano tutti i lati oscuri e qualche luce
Donna in ospedale
Donna in ospedale (pdsci | shutterstock.com)

La Sanità italiana, così come la conosciamo, compie 40 anni. Ma, avvertono gli esperti, non è più tempo di illudersi con le prestigiose posizioni conquistate in tempi remoti oppure in classifiche che ne sovrastimano la qualità. Lo evidenzia il Rapporto Gimbe che in occasione dei 40 anni del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) scatta una fotografia impietosa di un sistema nel quale eccellenze e altre prestazioni si affiancano a criticità e disservizi.

E’ solo un valore storico
La classifica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pubblicata nel 2000 utilizzando dati del 1997, continua a essere utilizzata per decantare il 2° posto del nostro SSN, ma oggi riveste solo un valore storico e non dovrebbe più essere citata, riporta Gimbe. Allo stesso modo, la classifica Bloomberg misura esclusivamente l’efficienza dei sistemi sanitari, mettendo in relazione l’aspettativa di vita con la spesa pro-capite, sovrastimando la qualità del nostro SSN (3° posto), sia perché la longevità dipende soprattutto da altre determinanti della salute, sia perché la riduzione della spesa sanitaria ci ha permesso di scalare la classifica.

Siamo al ventesimo posto
E se con Euro Health Consumer Index il nostro SSN si colloca al 20° posto su 35 Paesi europei (nel 2006 era 11° su 26 Paesi), oggi il sistema più completo e aggiornato per valutare le performance dei sistemi sanitari è quello dell’Ocse, dove Gimbe, ha identificato punti di forza e criticità del nostro servizio sanitario nazionale al fine di predisporre le azioni di miglioramento. «Abbiamo analizzato performance e posizione dell’Italia per tutti gli indicatori OCSE – puntualizza il Presidente – elaborando per ciascuna delle 9 categorie una tabella che riporta per ogni indicatore la posizione in classifica dell’Italia, il dato nazionale e la media OCSE».

I risultati
Stato di salute: Siamo in 4a posizione per aspettativa di vita alla nascita, ma in fondo alla classifica per mortalità cerebrovascolare (25°) e tumore (26°) e per basso peso alla nascita (29°). Fattori di rischio: l’Italia conquista la 3a posizione per consumo giornaliero di frutta negli adulti e la 4a per bassa incidenza di sovrappeso o obesità negli adulti, ma emerge in tutta la sua gravità il peggioramento degli stili di vita nelle nuove generazioni: 28° posto per attività fisica moderata/intensa quotidiana negli adolescenti e 30° per percentuale di adolescenti fumatori. Accesso alle cure: ai primi posti per tempi di attesa per intervento di cataratta (2°), protesi di ginocchio (3°) e d’anca (4°); al 20° posto per incidenza della spesa sanitaria out-of-pocket sui consumi totali delle famiglie.

La qualità dell’assistenza e non
Per qualità dell’assistenza ed esiti di salute l’Italia conquista il podio per diversi indicatori: basso numero di ricoveri per diabete negli adulti (1°), bassa percentuale di ritenzione di materiale estraneo durante interventi chirurgici (1°), bassa percentuale di traumi ostetrici (2°), basso numero di ricoveri per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti (2°), bassa mortalità a 30 giorni dopo ricovero per infarto del miocardio (2°), bassa percentuale di amputazione degli arti inferiori in pazienti diabetici adulti (3°). Ma siamo in fondo alla classifica per diverse vaccinazioni in età pediatrica [epatite B (22°), difterite, tetano e pertosse (31°) e morbillo (44°)], per mortalità per carcinoma della mammella e del colon-retto (24°), per prescrizioni di antibiotici (28°) e per leucemia in età pediatrica (32°).

Manca il personale medico-sanitario
Per quanto riguarda il personale, il nostro Paese si colloca sotto la media OCSE per la maggior parte degli indicatori, occupando il fondo della classifica per percentuale di medici oltre 55 anni (30°), per numero di laureati in scienze infermieristiche (31°) e per rapporto medici/infermieri (35°). Quanto all’erogazione dell’assistenza, siamo al 4° posto per disponibilità di apparecchiature per la risonanza magnetica (ma non rendiamo noto il numero di esami effettuati), in fondo alla classifica per tagli cesarei (27°) e per degenza media del ricovero ospedaliero dopo infarto del miocardio (30°). Nella farmaceutica conquistiamo la 4a posizione per farmacisti occupati, ma occupiamo il fondo alla classifica (26°) per utilizzo di farmaci equivalenti.

Invecchiamento e aspettativa di vita
Per quanto riguarda Invecchiamento e long-term care, a fronte di posizioni eccellenti per aspetti demografici (2° posto per percentuale di popolazione maggiore o uguale a 65 anni e maggiore o uguale 80 anni), precipitiamo al 20° posto per aspettativa di vita in buona salute a 65 anni, al 21° per limitazioni nelle attività della vita quotidiana negli adulti dai 65 anni, al 24° posto per la percentuale di adulti di età dai 65 anni che percepiscono uno stato di salute buona o ottima, al 28° per posti letto in strutture per la long term care e al 43° per elevata prevalenza della demenza. «Le nostre analisi – conclude Cartabellotta – dimostrano che non è più tempo di illudersi utilizzando in maniera opportunistica le prestigiose posizioni del nostro SSN riferite a classifiche obsolete (2° posto OMS), oppure che mettono in relazione l’aspettativa di vita con la spesa sanitaria pro-capite (3° posto Bloomberg). Piuttosto, grazie al completo e aggiornato sistema OCSE, occorre individuare le criticità e predisporre le azioni di miglioramento per allinearsi a standard internazionali».