25 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Sentenze

Assolta la farmacista obiettrice della pillola del giorno dopo

Simone Pillon (Lega) commenta: uno specifico chiarimento normativo eviterebbe ricorsi

Pillola
Pillola Shutterstock

TRIESTE – Assolta la farmacista di Gorizia ‘obiettrice’ della pillola del giorno dopo. «Ieri in tarda serata, dopo lunga camera di consiglio, la Corte di appello di Trieste ha confermato l’assoluzione per la farmacista di Monfalcone che aveva dichiarato la propria obiezione di coscienza rifiutandosi di vendere la pillola del giorno dopo». Così la dichiarazione del senatore e avvocato della Lega Simone Pillon e dell’avvocato Marzio Calacione che hanno difeso la professionista in questo percorso giudiziario durato 5 anni.

Era già stata assolta
«Il Tribunale di Gorizia aveva già assolto la farmacista, ma la Procura locale aveva appellato la sentenza, costringendo la difesa a un nuovo grado di giudizio – continuano i legali – Ora, finalmente la Corte di Appello del capoluogo giuliano ha confermato l’assoluzione, riconoscendo la particolare tenuità del fatto e l’infondatezza delle pretese accusatorie. Siamo ben felici che anche la Corte abbia voluto mandare esente da responsabilità penale la nostra assistita, che ha scelto coraggiosamente di seguire la voce della propria coscienza per difendere la vita umana fin dal concepimento. Speriamo tuttavia che nessuno sia più costretto a subire un processo penale per aver semplicemente messo in pratica i principi etici dettati dalla propria coscienza».

Occorre chiarezza normativa
«Il nostro ordinamento giuridico già prevede la libertà di coscienza, come dimostrato da questa assoluzione, ma forse uno specifico chiarimento normativo potrebbe evitare infondati ma faticosi ricorsi allo strumento penale», conclude Pillon, che è anche capogruppo della Lega in commissione giustizia al Senato.