13 novembre 2019
Aggiornato 22:30
Ictus nei bambini

Bimba di 3 anni va in vacanza con la famiglia e rischia la vita a causa di un ictus

Una bambina di soli 3 anni assiste a una strana sonnolenza, ma non si trattava di stanchezza: stava per morire a causa di un ictus

Era la sua prima vera vacanza, il suo primo vero viaggio. Holly Alcock, di Stafford, doveva volare ad Albufeira in Algarve (Portogallo). Insieme a lei c’erano la mamma, il papà, il fratello e i nonni. Tutto aveva l’aspetto di una vacanza indimenticabile. Ma non tutto è andato secondo i piani, anzi, quello che pareva essere un momento di gioia e tranquillità, si è trasformato in un vero e proprio dramma. La piccola, infatti, è stata vittima di un ictus. Un evento vascolare gravissimo che l’ha portata in uno stato di coma.

Il peggior incubo per un genitore
Assistere a un simile evento, che si tratti di un momento di vacanza o meno, è qualcosa di terribile per un genitore. Ora sono passati quindici giorni e la situazione sta migliorando ma il padre ancora racconta l’evento con grande dolore nel cuore. La sua piccola Holly è stata in coma per cinque giorni ma ora la sua vita è completamente cambiata. Il padre Mark spiega che è come avere nuovamente una bambina appena nata: non può stare seduta, in piedi e non può neppure parlare. «Abbiamo dovuto insegnarle di nuovo tutto. Ora Holly può sentirci e ridere delle nostre battute stupide e questo è un grande segno. Le sue gambe stanno migliorando e ieri è riuscita ad alzare le braccia più a lungo. Non è in grado di sedersi o mangiare correttamente però. Lei era divertente, sfacciata, sicura di sé, amava ballare e cantare. È piena di carattere e di vita, ma ora è come una neonata ed è triste vederla così. È stato il nostro peggior incubo. Trascorriamo 14 ore al giorno in ospedale».

La malattia prima della partenza
La bambina era in perfetta salute prima della partenza se non per un semplice episodio di tonsillite guarito con un ciclo di antibiotici tant’è vero che i medici hanno dato l’autorizzazione alla partenza. Durante la vacanza, Gemma, la mamma di 34 anni, ha deciso di portare la piccola al pronto soccorso per un controllo. La bimba, infatti, sembrava stranamente assonnata. «Ci hanno detto che sarebbe stata bene in tre giorni, ma il venerdì si è svegliata normalmente e dopo un paio di ore è crollata. Mia moglie ha portato Holly all'ospedale di Faro. Era un'ora di macchina da dove eravamo alloggiati in Albufeira. Ho portato il nostro figlio più piccolo, Jacob, alla villa dei miei genitori. Era piuttosto spaventoso che ci fossero circa otto o nove dottori in una piccola stanza con Holly. I suoi occhi erano spariti. Ci è stato spezzato il cuore, ci aspettavamo che fosse disidratazione, ma in pochi minuti ci hanno detto che era qualcosa di molto peggio».

Avvelenamento?
Inizialmente i dottori pensavano si trattasse di un episodio di avvelenamento. «I dottori avevano pensato che fosse stata avvelenata. Ci è stato detto che aveva avuto una trombosi che le aveva raggiunto il cervello nel venerdì a metà pomeriggio. Il sabato mattina non si è svegliata, l'hanno presa per fare una risonanza magnetica e questa ha rivelato che ha avuto un ictus il venerdì sera». Per questo motivo fu trasportata d’urgenza presso un ospedale specializzato di Lisbona. La piccola ha dovuto quindi prendere un altro aereo.

Come si può vedere un figlio in quelle condizioni?
Per Mark ed Emma è stato come se qualcuno gli avesse strappato il cuore. Nessun genitore vorrebbe mai assistere a simili scene e diagnosi. «Abbiamo chiesto ai medici se avrebbe vissuto o sarebbe morta ma anche se potesse aver subito un grave un danno cerebrale. Nessuno poteva darci riposte. Aveva una maschera e tubi dappertutto, ci è stato detto che non potevamo parlare o toccarla. Era in coma profondo ma con il passare dei giorni ha aperto gli occhi un paio di volte senza avere piena consapevolezza. Non sappiamo quanto sarà grave il suo danno o come procederà la sua guarigione». Quello che è certo è che hanno bisogno di molti soldi per poter migliorare la vita della piccola. Per questo hanno richiesto una raccolta fondi attraverso la pagina JustGiving. Il denaro «potrebbe essere utilizzato per qualsiasi trattamento di cui ha bisogno come una sedia a rotelle o qualsiasi altra cosa. Ma speriamo che possa essere usato come regalo per lei come un viaggio a Disneyland – questo è sempre stato il suo più grande desiderio», concludono i genitori. Chi volesse aiutare la bambina può fare una donazione presso questa pagina web.