22 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

Malattie respiratorie terza causa di morte in Italia

Secondo le stime, un italiano su 3 soffre di tosse sino a 5 volte ogni anno. L’incidenza sempre più pesante di asma, Bpco e altre malattie respiratorie
Malattie respiratorie
Malattie respiratorie (Image Point.Fr | shutterstock.com)

ROMA – Le malattie respiratorie sono divenute nel tempo un serio problema sanitario e sociale in Italia, con l’essere salite al terzo posto quale causa di morte. Secondo recenti stime, un paziente su tre con Asma Bronchiale o Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) non aderisce alla prescrizione medica. Non a caso, i dati confermano come l’aderenza alla terapia nell’Asma e nella BPCO si aggiri intorno al 30% soltanto, contrariamente a quanto avviene per altre malattie cronico-persistenti (di tipo cardiologico, neurologico eccetera) dove l’aderenza supera di molto il 70%. Complici di questa deriva comportamentale, tra gli altri, la necessità di assumere quotidianamente più farmaci più volte al giorno, e soprattutto la difficoltà a usare correttamente i dispositivi per l’erogazione dei farmaci respiratori. L’aderenza resta molto bassa anche dopo gli episodi di riacutizzazione, con una sensibile riduzione della sopravvivenza a cinque anni dal ricovero.

Il corretto uso degli erogatori
La corretta utilizzazione degli erogatori si avvantaggia delle più moderne tecnologie di inalazione, ma non può prescindere dalla conoscenza da parte del medico delle caratteristiche dei diversi erogatori disponibili, oltre che dall’addestramento del paziente. Purtroppo, queste due istanze sono ancora punti dolenti, che influiscono sulle possibilità di trattare e controllare la malattia. Migliorare l’utilizzo degli erogatori significa migliorare sensibilmente l’aderenza al programma terapeutico, e conseguentemente ridurre l’impatto economico di queste malattie, fino a oltre il 20%. Di tutto questo hanno altresì parlato gli esperti, che si sono dati appuntamento giovedì 7 venerdì 8 giugno a Verona, con il I Congresso Nazionale ‘I device inalatori nella governance delle malattie vie aeree’, presso il Centro Congressi Hotel Leopardi, presieduto e organizzato dal prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del CESFAR, Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona. Oltre 300 gli specialisti accreditati, provenienti da tutta Italia, con presenze di rilievo anche dall’estero.

I morti per malattie respiratorie in Italia
Le malattie respiratorie in Italia, secondo i dati ISTAT, sono la terza causa di morte per gli uomini (77,1 morti per 100mila abitanti). Tra le donne, invece, sono la quinta causa di morte, con un tasso di 61,8 eventi per 100mila abitanti. I dati del 2013, inoltre, segnano un trend in negativo rispetto al 2009: da 39.949 a 43.444, da 67,6 casi ogni 100mila abitanti ai 73. Le regioni con i maggiori decessi sono, per valori assoluti, Lombardia (6.529), Piemonte (3.886), Lazio (3.724), Emilia-Romagna (3.612), Campania (3.195). I rapporti ogni 100mila abitanti, però, segnalano una forte incidenza nelle seguenti regioni: Valle D’Aosta (102,2), Liguria (97,7), Friuli-Venezia Giulia (91,6), Toscana (82,6) e Umbria (82,4).

Gli strumenti più evoluti
«Oltre alle nuove terapie per combattere le principali malattie respiratorie, il Congresso ha approfondito in modo specifico le tecnologie e gli strumenti più evoluti per l’assunzione delle terapie più efficaci – spiega il prof. Roberto Dal Negro – Essendo la terapia inalatoria il gold standard per la gestione di queste malattie, si è parlato di ostruzione delle vie aeree, di farmacologia dell’ostruzione bronchiale, ma soprattutto dei sistemi più moderni e tecnologicamente più avanzati in grado di ottimizzare l’effettuazione della terapia inalatoria, di nursing specialistico, di indicatori di performance. Infatti, se è importante la conoscenza delle caratteristiche farmacologiche dei farmaci da usare, altrettanto importante (se non di più) è la conoscenza dei sistemi per l’erogazione dei farmaci, perché da questi dipende oltre il 60% dell’efficacia della terapia».

La questione tosse in Italia
La tosse non è un fenomeno esclusivamente invernale. Ed è un grande errore considerarlo in questo modo, spiegano gli esperti. Gli specialisti mettono in guardia, dinanzi ai numeri in aumento di questa sintomatologia e sottolineano che questo fenomeno ormai riguarda sempre più Italiani in sempre più variegati periodi dell’anno. Oltre il 90% degli Italiani soffre almeno di un episodio all’anno. Ma per un italiano su tre si contano anche dai 3 ai 5 episodi l’anno, della durata media dai 7 ai 15 giorni. «Le cause più frequenti – secondo il prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del CESFAR, Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona – sono quelle infettive, prevalentemente virali (in autunno-inverno, ma anche in primavera-estate, a seconda del virus in gioco). Ma tra le altre cause spiccano anche l’asma e i disturbi allergici, il reflusso gastro-esofageo, lo scolo di secrezioni nasali posteriori, alcuni aspetti psicologici, l’uso di alcuni medicinali».