20 agosto 2018
Aggiornato 14:30

Pomodoro nero ricco di antiossidanti: ecco il suo segreto

Il «padre» del pomodoro nero è riuscito a capire quali sono i geni che aumentano la tonalità e il contenuto di antiossidanti, questo servirà per ottenere nuovi super-food
Il pomodoro nero ricco di antiossidanti
Il pomodoro nero ricco di antiossidanti (Alex Coan | Shutterstock)

Non è passato molto tempo da quando il pomodoro nero è entrato nelle nostre tavole. La prima selezione del Sun Black, infatti, è stata ottenuta proprio in Italia nel 2008. Nessuno però aveva capito come aveva fatto un mix di varietà conosciute a conferire il classico colore nero. Numerose ricerche, effettuate per dieci anni, non erano arrivate a niente. Ma oggi, grazie al PlantLab dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna, si è finalmente scoperto quali sono i geni che donano questo splendida tonalità associata alla sua ricchezza di antiossidanti.

Il papà del pomodoro nero
La scoperta sarebbe stata fatta proprio dal padre del pomodoro nero, ovvero il professor Pierdomenico Perata, coordinatore del laboratorio e rettore della Scuola Sant'Anna. Lo studio è stato condotto in collaborazione con Sara Colanero e Silvia Gonzali. Secondo Perata, «adesso sarà più semplice selezionare nuove varietà», magari dalle virtù antiossidanti ancor migliori.

Come è stato prodotto il pomodoro nero
Il pomodoro Sun Black è stato ottenuto circa dieci anni fa incrociando la varietà Anthocyanin Fruit (Aft) - ricca di antociani e dal colore blu – insieme al pomodoro atroviolacea (atv) che è generalmente di colore viola. Entrambi i pomodori sono ricchi di antiossidanti simili a quelli che si trovano nell’uva e nei frutti di bosco.

Colpa del pomodoro viola
Ora i ricercatori hanno scoperto che il colore nero del Sun Black viene conferito grazie a un gene trasmesso da quello viola (varietà atv). In pratica nell’atroviolacea è inattivo un gene che blocca gli antociani, mentre in quella rossa è perfettamente funzionante. «Questo significa che basta silenziare questo gene repressore per ripristinare la capacità di produrre gli antociani», spiega Perata. Questo renderà molto più semplice selezionare «nuove varietà di pomodoro nero SunBlack poiché la conoscenza della sequenza di Dna consente di verificare l'avvenuto incrocio con un semplice test del Dna, invece di dover attendere la produzione dei frutti per verificare l'effettiva presenza degli antociani».

Il prossimo passo
Il prossimo passo, spiegano i ricercatori, è quello di conoscere a fondo il DNA della varietà AFT – altro progenitore del pomodoro nero. Tutto ciò consentirà di ottenere un super alimento ricchissimo di antiossidanti. Inoltre, è importante considerare che gli antociani, presenti nella varietà nera, al momento sono presenti solo nella buccia. Ma i ricercatori vogliono fare in modo di renderli disponibili anche nella polpa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Plant Science.