17 agosto 2018
Aggiornato 01:30

Il corpo perfetto per lei? Seno naturale e lato B brasiliano. I consigli del chirurgo

L'esperto Renato Zaccheddu parla della tendenza nelle richieste e cosa chiedono oggi le donne
Lato B alla brasiliana
Lato B alla brasiliana (Navistock | shutterstock.com)

ROMA – Quante donne vorrebbero avere un corpo ‘da urlo’, o quantomeno da mostrare senza patemi d’animo? Probabilmente molte. Ma quali sono, in realtà, i desideri delle donne che ricorrono al chirurgo estetico? Glutei accentuati ma seno non esagerato. Icone di queste forme sono Julia Roberts per il seno, per il sedere Jennifer Jopez e la modella Paolla Oliveira perché inspirano femminilità ed eleganza. A parlare è l'esperto Renato Zaccheddu.

Come cambiano i modelli femminili
Basta con il seno da maggiorata e il 'lato b' a mandolino: i modelli femminili sono cambiati e il fisico più desiderato prevede una perfetta combinazione tra il décolleté al naturale di Julia Roberts e il 'lato b' di Jennifer Lopez e dell'attrice e modella brasiliana Paolla Oliveira. È questa la tendenza del 2018, delineata da Renato Zaccheddu, chirurgo plastico ed estetico specializzatosi alla Scuola di Pitanguy a Rio de Janeiro e dimostrato dai dati dell'American Plastic Surgeon Society, secondo cui gli interventi al seno sono aumentati del 42% mentre quelli ai glutei, definiti ‘Brasilian Butt Lifting’, sono cresciuti del 10% dal 2016. La fascia d'età maggiormente interessata a questi interventi va dai 20 ai 45 anni, ma non sono escluse le over 50 e le neomaggiorenni che chiedono come regalo il ritocco dal chirurgo.

Forme più morbide
«Quando parliamo di seno, anche grazie alle migliorie della tecnica chirurgica e dei materiali a disposizione, il modello di riferimento a oggi prevede forme più morbide e contenute che donino un effetto più naturale – spiega Renato Zaccheddu, chirurgo plastico ed estetico specializzatosi alla Scuola di Pitanguy a Rio de Janeiro – L'uso delle protesi in silicone rimane certamente lo stato dell'arte. Bisogna però dire che sta prendendo sempre più piede l'aumento di seno ibrido o composito, dove ad una protesi non eccessiva come volume si unisce l'innesto di grasso sottocutaneo ad aumentarne la copertura, rendendola quindi ancora meno evidente. Ciò significa un risultato ancora più naturale, maggiormente apprezzato dalle pazienti italiane. Il trend, invece, sembra seguire altre direzioni nei paesi anglosassoni, per esempio, dove in media si mira ad aumenti di seno significativamente maggiori, anche a costo di snaturare la propria figura. L'intervento richiede fino a 2 ore e permette la dimissione in giornata».

Almeno due taglie in più
Quelle che richiedono un intervento di aumento del seno di solito optano per avere due taglie in più: questo potrebbe rappresentare un limite per alcune pazienti ma, come spiega Zaccheddu, «è una valutazione prettamente di natura anatomica del soggetto: desiderare di avere un seno eccessivamente grande rispetto alle proprie dimensioni può creare scompensi e problemi, ad esempio di natura posturale. Oppure portare a una eccessiva visibilità della protesi. Come dicevo, a differenza delle pazienti italiane che accettano il limite di una-due taglie in più, nei Paesi anglosassoni vi è una chiara ed abbastanza generalizzata tendenza a eccedere: spesso sono richieste 3 taglie in più. Quindi se Oltremanica vengono prediletti dei seni molto ovvii, in Italia i canoni di bellezza si rifanno di più alle opere scultoree dell'antica Grecia e Rinascimentali, simbolo di benessere, armonia, equilibrio, atleticità e bellezza».

Soddisfatte della scelta
Le donne che si sottopongono all'intervento sono soddisfatte della loro scelta: infatti come sottolineato dalla ricerca condotta nel 2018 dall'Aesthetic Surgery Journal riguardo la qualità della vita (QoL) del paziente post-operazione, le pazienti a distanza di due anni dall'operazione hanno affermato di sentirsi ‘interi’ (73%) e che l'intervento ha cambiato la loro vita (69%). Le donne sottopostesi all'intervento hanno dichiarato di sentirsi soddisfatte a livello estetico in generale (93,4%), e nello specifico di apprezzare l'aumento (90,2%) e il volume del seno (80%).

Il lato B
Per quanto riguarda il cosiddetto lato B, la questione è differente. L'intervento più richiesto dalle donne è il ‘Brasilian Butt Lift’, ovvero il sedere alla brasiliana. Richiesto principalmente dalla fascia d'età compresa tra il 20 e i 45 anni, questa operazione permette di mettere in risalto la rotondità del gluteo rendendolo più prosperoso. Ma in molte si chiedono in che cosa consista l'operazione e se ci siano dei requisiti per essere candidate idonee per questo tipo d'intervento. «Il Brasilian Butt Lift - analizza il dottor Renato Zaccheddu - è un intervento che, in verità, non coinvolge soltanto il gluteo: il grasso, necessario per eseguire l'operazione, deve essere attinto da altre zone del corpo, spesso dai fianchi e dall'esterno coscia. Questo permette già di enfatizzare visivamente il volume della regione glutea semplicemente togliendo dei volumi nelle aree circostanti. Tale grasso rimosso viene poi iniettato, rigorosamente nello strato sottocutaneo e non intramuscolare, principalmente nella metà superiore del gluteo. L'alternativa a questa tecnica è l'uso delle protesi glutee, da sempre il modello seguito nell'aumentare il volume di tale area. Si tratta però di un intervento con un indice di complicanze non irrilevanti. Ed è principalmente per questa ragione per che sono molto pochi i chirurghi che lo propongono. In merito alla durata dell'operazione, il Brasilian Butt Lift richiede dalle 2 alle 3 ore e già durante la stessa giornata è possibile lasciare l'ospedale anche se a volte la degenza notturna può rendersi necessaria».

Quando farlo
Nonostante il manifestato interesse da parte delle donne riguardo questi interventi, in molte si chiedono se tali operazioni possono essere effettuate prima dell'estate. «Se si interviene tra i mesi di aprile e maggio - risponde il dottore - è possibile recuperare bene entro il mese di agosto. Sono necessarie una-due settimane di riposo. Lo sport viene ripreso gradatamente dopo 2-3 settimane, a seconda della capacità del corpo di recuperare dall'intervento».