23 aprile 2024
Aggiornato 12:00
Linfomi

Scoperto un nuovo mix di farmaci che elimina i tumori killer

Ricercatori italiani, finanziati da Airc, scoprono un novo mix di farmaci che potrebbe eliminare totalmente alcuni tumori killer

Nuove speranze derivanti da un mix di farmaci già esistenti sul mercato. Questo permette di evitare il lunghissimo iter necessario per testare i medicinali. Ciò significa che una volta confermata l’efficacia molti medici potranno aggiungerlo come trattamento di routine. La scoperta potrebbe ridurre la progressione di alcuni tipi di linfomi o addirittura arrestarla. L’associazione vincente sembra essere quella tra uno specifico antitumorale e un particolare tipo di antibiotico. Ecco di cosa si tratta.

Finanziata dall’Airc
La scoperta è stata resa possibile grazie a un contributo di Airc e prevede un mix vincente di farmaci già conosciuti: l’antitumorale venetoclax e l’antibiotico tigeciclina. Questa particolare combinazione sembra essere indispensabile per combattere una classe di linfomi molto aggressivi denominati double-hit, un forma cancerogena a cellule B.

Ottimi risultati
«In cavie di laboratorio trapiantate con linfomi double-hit umani la progressione del tumore si arresta e in alcuni casi si ottiene la piena eliminazione. L’idea di associare i due farmaci per trovare una cura per i linfomi double-hit nasce dai nostri studi decennali sulle diverse funzioni del gene Myc, fondamentale nell’origine e nello sviluppo di diversi tipi di tumore. Il termine double-hit deriva dal fatto che in questa grave forma di linfoma sono attivati due oncogeni, Myc e Bcl2», spiegano ad Adnkronos i ricercatori coordinato da Bruno Amati, direttore di divisione al Dipartimento di oncologia.

Sensibilizza le cellule tumorali
«In un precedente lavoro abbiamo scoperto che l’attivazione di Myc sensibilizza le cellule tumorali al trattamento con antibiotici, che in queste condizioni favorisce l’apoptosi, cioè il suicidio delle cellule cancerose. Ma se anche Bcl2 è attivo, per via della sua capacità di bloccare l’apoptosi protegge le cellule da questo effetto, neutralizzando l’azione dell’antibiotico e frenando la morte delle cellule tumorali. Fortunatamente nel 2017 è stato approvato in Europa il primo farmaco inibitore di Bcl2, venetoclax. Quindi il nostro ragionamento è stato: se si può inibire Bcl2 mentre Myc è attivato, l’antibiotico dovrebbe essere in grado di fare la sua parte. E i risultati ci hanno dato ragione: l’apoptosi si è riattivata nelle cellule tumorali e il tumore è regredito».

Risultati preclinici
«I risultati del nostro lavoro sono preclinici, ossia ottenuti in cavie di laboratorio nelle quali sono state trapiantate cellule umane tumorali. Ma le conseguenze per i pazienti sembrano evidenti e realizzabili in breve tempo. Nello specifico i due farmaci che abbiamo studiato sono già in uso per altre patologie e ora, sulla base dei dati pubblicati, possiamo proporre il loro ‘repurposing’: una nuova indicazione per i pazienti con linfoma double-hit», spiega Micol Ravà.

A breve la sperimentazione clinica
A questo punto siamo quasi arrivati al traguardo: il primo step della fase clinica, ovvero il test sui pazienti. «Il passaggio alla fase clinica è ancora tutto da elaborare ma lavorare in un Irccs dove ricerca e cura sono strettamente integrati ci permette di proseguire questo percorso senza interruzione. Stiamo già collaborando con il nostro Programma di emato-oncologia, un’eccellenza Ieo, allo scopo di iniziare entro l’anno una sperimentazione clinica di fase I in pazienti con linfoma di sottotipo double-hit», conclude Amati. Lo studio è stato pubblicato su Science Translational Medicine