3 dicembre 2020
Aggiornato 08:30
Sovrappeso e obesità

Obesità, una dieta ricca di proteine la combatte e la previene. Ecco come

Gli scienziati hanno scoperto che una dieta ricca di proteine può aiutare a prevenire e curare l'obesità, grazie a un componente che spegne la fame: la fenilalanina

LONDRA – C'è un componente proteico che è in grado di sopprimere l'appetito, o spegnere la fame, influenzando il rilascio degli ormoni che regolano l'appetito nell'intestino: la fenilalanina. Tutto questo avviene grazie a una dieta ricca di proteine. La scoperta dei ricercatori dell'Imperial College di Londra, nel Regno Unito, apre nuove prospettive alla lotta al sovrappeso e all'obesità, definiti la piaga del Ventunesimo secolo per il mondo occidentale.
Al contrario di quanto ritenuto per molto tempo, una dieta ricca di proteine potrebbe pertanto essere la chiave per perdere peso, anziché farlo aumentare. Ovviamente, come sempre accade in questi casi, dipende anche dalle proteine. Ma quello che hanno scoperto i ricercatori è che a favorire una riduzione dell'appetito è l'amminoacido fenilalanina, che viene prodotto nell'intestino quando la proteina è digerita. La fenilalanina è stata precedentemente oggetto di ricerche in cui si è dimostrata capace di influenzare il rilascio degli ormoni dello stomaco che riducono l'appetito nei roditori. Tuttavia, non era ancora chiaro come l'aminoacido promuovesse tale rilascio e se altri sistemi erano coinvolti negli effetti di soppressione dell'appetito.

Lo studio
Per comprendere gli effetti della fenilalanina sull'appetito e il rilascio di ormoni nell'intestino, il professor Kevin Murphy e colleghi all'Imperial College di Londra hanno esaminato l'azione dell'amminoacido sull'assunzione di cibo e sull'attività cerebrale in aree notoriamente coinvolte nella regolazione dell'appetito. Per questo si sono avvalsi di un gruppo di topi a cui è stata somministrata la fenilalanina, per via orale o rettale, in modo da valutare gli effetti su diverse parti dell'intestino. L'assunzione di cibo è stata monitorata a intervalli regolari per 24 ore, così come è stata valutata anche la quantità di attività nelle aree cerebrali associate alla regolazione dell'appetito.

I risultati
a seguito dei test, i ricercatori hanno scoperto che la fenilalanina somministrata sia per via orale che rettale riduce l'assunzione di cibo dei topi e aumenta l'attivazione in una zona del cervello nota per essere coinvolto nella regolazione dell'appetito. In seguito alla somministrazione rettale di fenilalanina anche 10 volte inferiore a quella che veniva consumata quotidianamente in una dieta ad alto contenuto proteico, ha portato a una riduzione dell'assunzione di cibo e ha attivato i centri di regolazione dell'appetito nel cervello. Secondo i ricercatori, la fenilalanina è in grado di ridurre l'appetito anche attraverso percorsi differenti nel tratto superiore e inferiore. Anche se al momento non si sa se la fenilalanina abbia gli stessi effetti sull'appetito umano, la ricerca indica che l'amminoacido può avere un ruolo importante nella regolazione dell'assunzione di cibo che potrebbe essere sfruttato per trattare l'obesità. «La comprensione del modo in cui il cibo viene rilevato nell'intestino può aiutare a identificare i modi di trattare o prevenire l'obesità – ha spiegato la dott.ssa Mariana Norton – Il prossimo passo è stabilire se la fenilalanina possa produrre effetti simili riducendo l'appetito negli esseri umani. Le diete ad alto contenuto di proteine ​​sono note per favorire la perdita di peso, ma aderire a esse può essere difficile. Identificare i meccanismi della proteina ci permettono di utilizzare farmaci o cibi funzionali per modificare la regolazione dell'appetito e trattare l'obesità».