11 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Pollo e salute

Mangiare carne di pollo potrebbe essere pericoloso. Ecco perché

La carne di pollo è tutt’altro che esente da rischi. Recenti indagini hanno dimostrato che potrebbe causare seri danni alla salute, specie se non cotto alla perfezione

Pollo e antibiotico resistenza
Pollo e antibiotico resistenza Shutterstock

C’è chi evita la carne rossa come la peste, convinta che possa provocare cancro e malattie cardiovascolari. E sa da un certo punto di vista è innegabile che un consumo di proteine animali, specie sotto forma di salumi potrebbe, a lungo andare, nuocere alla salute, è anche vero che la carne bianca non è così innocua come sembra. Anzi, potrebbe provocare diversi danni. Ecco perché.

Il controllo c’è ma non su tutto
Sicuramente i polli allevati in Italia sono migliori, per certi versi, di quelli allevati all’estero. Per esempio in Canada e negli Stati Uniti è possibile somministrare i cosiddetti ormoni della crescita¸ mentre nella nostra penisola non è permesso. Quindi salvo qualche ipotetico caso fuorilegge da questo punto di vista il pollo è sicuro. Ma il problema farmaci non è affatto risolto. Tutt’altro.

I farmaci sono consenti
Purtroppo l’utilizzo dei farmaci è consentito. E se da un lato è un bene perché è possibile avere galline più in salute, dall’altro c’è poco controllo in termini di abuso di medicinali da parte degli allevatori. Non a caso, l’Italia è al terzo posto – tra i paesi dell’Unione Europea – in termini di quantità di somministrazione di antibiotici ai polli. In teoria, quando l’animale è in cura rimane in una sorta di stato di interdizione per cui non può essere macellato. Bisogna quindi attendere del tempo affinché nella carne che acquistiamo gli antibiotici siano presenti in quantità minime. Ma tutto ciò non è per niente rassicurante.

Antibiotico resistenza
Uno dei problemi più importanti dell’abuso di antibiotici è quello della resistenza batterica. Ammesso che l’allevatore segua tutte le regole e nel nostro piatto rimangano solo tracce del farmaco, abbiamo a che fare con animali infettati. Sì, perché le carni sembrano contenere diversi tipi di batteri che, potenzialmente, potrebbero causare danni alla nostra salute. Uno di questi (l’Escherichia Coli), che è stato trovato in maggior quantità da una recente analisi di Altroconsumo, è di tipo antibiotico-resistente. Ciò significa che se noi contraiamo una patologia causata da Escherichia Coli, difficilmente riusciremmo a debellare il patogeno che l’ha provocata.

Il 63% dei batteri antibiotico-resistenti si trova nel pollo
Le analisi condotte dagli esperti di Altronconsumo hanno permesso di individuare in 25 petti di pollo (il 63% del campione totale) la presenza di batteri Escherichia Coli resistenti agli antibiotici. Tali patogeni hanno evidenziato una resistenza ad antibiotici come cefepima, cefoxitina, ceftazidima e cefotaxima. Si tratta dello stesso tipo di farmaci utilizzati per la cura nell’uomo in caso di infezioni alle vie urinarie e respiratorie. Il pericolo di questa sgradita presenza è che «se non si maneggia e cuoce bene quella carne, i microrganismi resistenti potrebbero trasferire la loro forza ad altri batteri nel nostro organismo - magari più pericolosi -, contro cui l’antibiotico potrebbe non essere più efficace», spiegano gli esperti di Altroconsumo.

Basta antibiotici nel piatto
Dopo la scoperta, la rivista ha dato il via a una Campagna al fine di eliminare il più possibile gli antibiotici negli alimenti che ogni giorno troviamo in tavola. Tutti i cittadini possono aderire, inviando una mail di massa utilizzando un semplice ‘form’ sul sito di Altroconsumo. «Abbiamo aderito alla campagna di Consumer International, che raccoglie le organizzazioni dei consumatori di tutto il mondo, per dire Basta antibiotici nel piatto. Dal canto nostro, abbiamo già inviato una lettera ai principali avicoltori e alle più importanti catene di distribuzione chiedendo che si metta fine all’abuso di antibiotici negli allevamenti e si lavori di più sul benessere degli animali, garantendo buone condizioni igieniche e di vita a priori e non solo somministrando farmaci. Partecipa anche tu inviando una mail - già pronta, con le nostre richieste - ad allevatori e distributori. Scrivendo in molti ai diretti interessati, sarà più facile far sentire il nostro ‘basta’».

Rischi quando si lava il pollo
Lavare il pollo crudo potrebbe mettere a repentaglio la nostra salute. A suggerirlo è l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare del Regno Unito. Porre la carne sotto il getto dell’acqua, infatti, potrebbe contaminare casa e persone da un batterio denominato Campylobacter. Si tratta di un batterio che si trova molto facilmente nella carne di pollo e che presenta una forte resistenza a causa della sua facile riproduzione a temperature comprese tra i 30 e i 47 gradi. Inoltre, pare che il congelamento non lo indebolisca per niente. Secondo l’FSA, dopo aver lavato il pollo, il Campylobacter si diffonde con estrema facilità grazie a tutti gli utensili adoperati: per esempio taglieri (ancor peggio se sono in legno), coltelli, piatti eccetera. Il batterio può causare problemi gastrointestinali e sindrome di Guillén Barré. Nei casi più gravi si può manifestare meningite, endocardite e aborti.

Le precauzioni da adottare prima di mangiare il pollo
Prima di mangiare la carne di pollo, è necessario adottare alcuni accorgimenti:

Lava bene le mani, prima e dopo aver maneggiato il cibo.

L’unico modo efficace per uccidere i microrganismi consiste nel cuocere bene la carne: è importante che al centro raggiunga una temperatura di almeno 70 °C.

Lava posate, stoviglie e superfici che sono state a contatto con la carne cruda.

Non mettere mai la carne cotta nello stesso piatto in cui l’avevi appoggiata da cruda.

Separa in frigo gli alimenti crudi da quelli cotti.

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