19 settembre 2018
Aggiornato 20:00

Strage in India, muoiono 61 neonati in ospedale nel giro di 72 ore

Altri 61 neonati sono morti nel giro di tre giorni all'ospedale di Gorakhpur. Ne erano giÓ morti 70 all'inizio di agosto. Una vera strage, di cui pare dovranno rispondere il direttore dell’ospedale e la moglie
Neonati in India, 61 sono morti in 72 ore
Neonati in India, 61 sono morti in 72 ore (Travel Stock | shuttertock.com)

INDIA – Una vera e propria ‘strage di innocenti’ quella che si è consumata in India, all’ospedale di Gorakhpur dove, nel giro di 72 ore sono morti ben 61 neonati. Ma il dato drammatico è che all’inizio del mese di agosto ne erano già morti altri 70 per «mancanza di ossigeno». Per la morte di questi ultimi, invece si parla di encefalite. Di questa ecatombe pare dovranno rispondere il direttore dell’ospedale e la moglie, ora arrestati nell’ambito dell’indagine sulla morte dei neonati ad agosto.

Le morti potrebbero aumentare
Come rimanere indifferenti di fronte a tragedie del genere, per di più provocate a quanto pare. A dare notizia della nuova moria di neonati è Ndtv di New Delhi. Secondo fonti locali e sanitarie sarebbero sette le vittime per encefalite, mentre altri bimbi sarebbero deceduti a causa di altre malattie ancora da stabilire. Ma se 61 morti non sono già un bilancio sufficiente, si parla di molte altre vittime che potrebbero essere causare dalle condizioni meteorologiche che in questi giorni interessano lo Stato di Uttar Pradesh, come ribadito da un medico del reparto di Pediatria in un’intervista per all’emittente indiana. «Stiamo ricevendo molti pazienti da Uttar Pradesh orientale, Bihar e Nepal, colpiti da una forte ondata di maltempo causata dal monsone stagione – ha dichiarato il medico – Questo porta inevitabilmente a un possibile aumento della mortalità». Anche i numeri sono dalla parte delle statistiche più nere: solo nel reparto di rianimazione dell’ospedale Baba Raghav Das, dall’inizio dell’anno sono morti 1.250 bambini per encefalite neonatale. E dunque la situazione potrebbe degenerare, dato che in India i casi di encefalite aumentano vistosamente proprio durante la stagione dei monsoni.

I responsabili
Mentre le autorità indagano sulle responsabilità delle prime morti nel mese di agosto e di queste nuove morti, nella giornata di ieri sono stati arrestati il direttore dell’ospedale, Rajeev Mishra e sua moglie. Poiché le cause del decesso dei 70 neonati erano state imputate alla mancanza di ossigeno nella struttura sanitaria, si è scoperto che questa situazione era dovuta soltanto al perché non erano state pagate alcune fatture da parte dell’amministrazione dell’ospedale. Per cui, una cattiva gestione è ricaduta tutta sulle spalle dei neonati che così sono morti. Una circostanza scandalosa che ha scatenato indignazione in tutta l’India, dato che la sanità si attesta all’ultimo posto nelle priorità del Paese, con solo l’1% del PIL destinato a questo scopo. Per sopperire almeno in parte a questa situazione, alcuni volenterosi hanno dato vita a campagne di raccolta fondi o più semplicemente ossigeno, come quella organizzata da Khushi Chandra, una ragazza di 15 anni che ha istituito Oxygen Gorakhpur al fine di raccogliere ossigeno per l’ospedale e poter salvare la vita di quei bambini che ne necessitano. «Queste tragedie potevano essere impedite – ha detto Khushi – A nessun bambino può essere negato il diritto alla vita e, in questo caso, il diritto di respirare».