20 novembre 2018
Aggiornato 01:30

La striscia nera sull'unghia: ecco la tecnica che salva dal rischio melanoma

L’intelligenza artificiale può fornire una diagnosi precoce del cancro della pelle o melanoma. Come accaduto alla donna che aveva una strana striscia nera sull'unghia, è possibile mettersi al riparo dal rischio di trovarsi con un cancro della pelle in fase avanzata
Melanoma o cancro della pelle, ancora oggi la diagnosi si fa con l'osservazione o la biopsia
Melanoma o cancro della pelle, ancora oggi la diagnosi si fa con l'osservazione o la biopsia (Shutterstock.com)

CANADA – Molti avranno letto la notizia della donna che aveva una strana striscia nera sull’unghia che, grazie all’avviso di un’estetista, si è rivelato un melanoma in fase avanzata. Come ribadito più volte dai medici, in caso di questo tipo di cancro della pelle molto aggressivo, è fondamentale diagnosticarlo in tempo e in fase precoce. Per questo motivo, i ricercatori canadesi dell’Università di Waterloo e dell’Istituto di ricerca di Sunnybrook hanno sviluppato un metodo che sfrutta l’intelligenza artificiale (AI) proprio per ottenere una diagnosi precoce.
La tecnologia da essi sviluppata utilizza un software per l’apprendimento meccanico atto ad analizzare le immagini delle lesioni cutanee e fornire ai medici dati oggettivi su biomarcatori epiteliali del melanoma, che è un tumore mortale se rilevato troppo tardi ma, come detto, altamente curabile se viene individuato precocemente. I risultati della ricerca sono stati presentati alla XIV International Conference on Image Analysis and Recognition di Montreal.

Ridurre le biopsie
Al momento uno dei sistemi più utilizzati per diagnosticare con correttezza se si è in presenza di un tumore benigno o maligno (considerato cancro) è la biopsia. Ma questo strumento diagnostico non è esente da effetti collaterali ed è, tra l’altro, anche molto costoso. Ecco perché con il software per l’intelligenza artificiale addestrato a valutare contemporaneamente decine di migliaia di immagini della cute e i relativi livelli eumelanina e emoglobina, si potrebbe ridurre il numero di biopsie inutili, riducendo drasticamente i costi per la sanità. In più, il sistema offre ai medici informazioni oggettive sulle caratteristiche delle lesioni della pelle per aiutarli a escludere la presenza di melanoma prima di intraprendere un’azione più invasiva. Questa tecnologia potrebbe essere disponibile per i medici già nel prossimo anno.
«Questo potrebbe essere uno strumento molto potente per supportare le decisioni cliniche circa il cancro della pelle – ha spiegato il prof. Alexander Wong – Più  le informazioni sono interpretabili, migliori sono le decisioni prese».

Gli esami visivi
A oggi, per fare una diagnosi, i dermatologi si basano in gran parte su esami visivi soggettivi di lesioni cutanee come per esempio i nei, per decidere se i pazienti debbano sottoporsi a biopsie per diagnosticare la malattia. Invece, il nuovo sistema di AI decodifica i livelli di sostanze biomarker nelle lesioni, aggiungendo informazioni coerenti e quantitative alle valutazioni attualmente basate soltanto sull’aspetto. In particolare, i cambiamenti nella concentrazione e distribuzione di eumelanina, una sostanza chimica che conferisce alla pelle il suo colore e l’emoglobina, una proteina nei globuli rossi, sono forti indicatori della presenza del melanoma. «Ci può essere un ritardo enorme in termini di tempo prima che i medici possano capire cosa sta succedendo al paziente – ha sottolineato Wong – Il nostro obiettivo è quello di abbreviare questo processo».
La tecnologia è stata sviluppata dal dottor Wong in collaborazione con Daniel Cho, ex dottorando a Waterloo, David Clausi, professore di progettazione di sistemi alla Waterloo e Farzad Khalvati, professore aggiunto alla Waterloo e scienziato del Sunnybrook.