16 settembre 2019
Aggiornato 00:00
Crisi economica e salute

Star bene è un lusso: 12 milioni di italiani non si curano per motivi economici

In costante crescita il numero di italiani che non riescono a sostenere le spese per le proprie cure mediche. La soluzione? Puntare su modelli di assicurazione sociale preventiva

12 milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure
12 milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure Shutterstock

La salute è tutto nella vita. E ci si rende conto di quanto sia essenziale solo quando ne viene intaccata. Se da un lato negli ultimi anni la medicina ha fatto enormi progressi, dall’altro accedere a sistemi di cura – peraltro innovativi – non è sempre possibile. Oltre 12 milioni di italiani, infatti, si vedono costretti a rinunciare a diagnosi, farmaci e trattamenti a causa della scarsità economica.

Debiti senza precedenti
Il sistema sanitario sta assistendo a uno dei più grandi momenti di crisi. Problema che, innegabilmente, coinvolge anche l’italiano medio. Secondo quanto emerge dal VII Rapporto Censis-Rbm sulla sanità presentato a Roma al ‘Welfare Day 2017’, i dodici milioni di italiani che hanno rinunciato alle cure soffrirebbero perlopiù di disturbi cronici. Ma non solo: quasi otto milioni di italiani hanno dovuto indebitarsi usando i propri risparmi per poter dare sollievo ai loro problemi di salute.

Tempi di attesa senza senso
Sono molti i casi in cui una diagnosi tempestiva può salvare una vita. Peccato che in Italia tutto ciò è ormai divenuto una chimera. I tempi di attesa minimi sono di un mese ma si può arrivare a oltre quattro mesi per una mammografia e tre per una colonscopia. Poco meno per risonanze magnetiche e visite cardiologiche. Il risultato? Le persone che non possono attendere devono usare i soldi di tasca propria per potere avere una diagnosi privata e veloce.

Le persone più a rischio
Va da sé che le persone con il più alto rischio di incappare in problemi economici legati alla propria salute sono i soggetti anziani. Soggetti che, oltre ad avere meno disponibilità di denaro, dovrebbero anche avere a disposizione un maggior numero di cure e diagnosi a causa dell’età avanzata. In totale sono ben il 74,5% le persone che hanno avuto difficoltà economiche perché il loro reddito era insufficiente per sostenere tutte le spese.

Quanto spende un italiano?
Per le cure sanitarie un italiano medio con un reddito sufficiente a mantenere una famiglia, si vede anche costretto a spendere mediamente 580 euro pro-capite, ogni anno. Ma il dramma è che si ritiene che nei prossimi dieci anni, tale cifra è destinata a raddoppiare. Questo eviterebbe di evitare il crack finanziario e del Ssn. Ma a discapito di chi e cosa?

Esiste una soluzione?
Secondo quando riportato su AdnKronos Salute da Marco Vecchietti, consigliere delegato di Rbm Assicurazione Salute – sarebbe opportuno puntare su modelli di assicurazione sociale integrativa alla francese «istituzionalizzato ed esteso a tutti i cittadini, che garantirebbe finanziamenti aggiuntivi per oltre 21 miliardi di euro all’anno, attraverso i quali integrare il Fondo sanitario nazionale. Dobbiamo prendere atto che oggi abbiamo un universalismo sanitario di facciata, fonte di diseguaglianze sociali, a cui va affiancato un secondo pilastro sanitario integrativo per rendere il nostro Ssn più sostenibile, più equo e veramente inclusivo».

Esiste anche un modello tedesco
Secondo Vecchietti esiste anche un’altra opzione: esternalizzazione molte forme di assistenza, in maniera molto simile al modello tedesco: «Invece di accettare passivamente la rinuncia alle cure da parte di milioni di italiani questa soluzione permetterebbe di promuovere un’assunzione di responsabilità per i cittadini con redditi più alti (15 milioni di cittadini) mediante l’assicurazione privata della totalità delle loro cure».