25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Salute

Influenza, dalla Società di Igiene le 5 regole per non ammalarsi

Dagli esperti ecco una serie di consigli utili a prevenire la trasmissione dell'influenza e a contrastarne i sintomi. Ma operatori sanitari dovrebbero vaccinarsi di più e dare l'esempio

I consigli degli esperti contro l'influenza
I consigli degli esperti contro l'influenza Shutterstock

ROMA - Prevenire la trasmissione dell'influenza e a contrastarne i sintomi. Ecco i consigli offerti dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), riunita in questi giorni in Congresso a Napoli.

Ecco come fare
1. Igiene delle mani sempre. Essendo un veicolo di diffusione, occorre lavarle con acqua e sapone o detergenti a base alcolica più volte nell'arco della giornata
2. Mettere le mani davanti alla bocca e al naso, o se possibile un fazzoletto pulito, quando si tossisce o si starnutisce per evitare la propagazione dell'agente patogeno
3. Se si è malati, occorre rimanere a casa a riposo, evitare di viaggiare, di andare al lavoro o a scuola. In questo modo si limitano non solo le possibilità di contagio con altre persone, ma si riduce anche il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti da parte di altri batteri o virus
4. I rimedi della nonna vanno bene, ma non sono un farmaco. Tra questi ci sono le bevande calde come brodo, thè o latte con il miele, che aiutano anche a reidratare l'organismo dai liquidi persi con la febbre, e le spremute di arance che garantiscono apporto di vitamina C.
5. Non solo anziani e categorie professionali. Il vaccino antinfluenzale, come indica anche la Circolare del Ministero della Salute, è raccomandato, tra gli altri, per bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, e per le donne che all'inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza.

Dare il buon esempio
Se i cittadini possono fare la loro parte per evitare la diffusione del virus, gli operatori sanitari dovrebbero dare il buon esempio ed aderire alla vaccinazione anti-influenzale, cosa che invece non avviene. Lo ha anche sottolineato recentemente la FnomCeo. "C'è un dato imbarazzante - ricorda Carlo Signorelli, Presidente della SItI - di cui prima o poi dovremo occuparci, il fatto che solo il 15% degli operatori sanitari si vaccina contro l'influenza causando un danno a loro stessi, un cattivo esempio esterno ma soprattutto l'aumento del rischio di contagio nei pazienti in cura, alcuni dei quali appartenenti a categorie ad alto rischio. Se la moral suasion continuerà a non avere effetto bisognerà pensare nell'immediato futuro a misure più energiche e forse anche di natura coercitiva".