20 luglio 2019
Aggiornato 12:01
Concepimento e dintorni

Fertilità: dalle vecchie credenze ai nuovi strumenti scientifici. Ecco tutto ciò che dovresti sapere

Domande, dubbi, incertezze sulla fertilità e l’infertilità. Come si affrontava un tempo questo problema e come lo si affronta oggi, con le risposte della scienza. Un viaggio alla scoperta di come nasce una nuova vita

Metodi per aumentare la fertilità
Metodi per aumentare la fertilità Shutterstock

Il tema del concepimento è della fertilità è stato da sempre oggetto di grande interesse. Mettere al mondo una creatura totalmente nuova che possiede parte di te, ma ha un’identità tutta sua, è un vero e proprio miracolo. Sarà forse anche per questo che da tempo immemore nascono miti, leggende e vecchie credenze su questo tema, antico – per ovvie ragioni – quanto l’uomo.

La medicine magico-rituali
Un tempo, più che alla scienza ci si affidava alla medicina magico-rituale. Non a caso vi sono situazioni che oggi consideriamo incredibili ma che fanno parte, in tutto e per tutto, della nostra storia. Ed è così che, per esempio, nell’antica Inghilterra, a Dorsetshire, si assisteva a donne che andavano a visitare un gigante alto 55 metri, inciso nella roccia. Secondo la tradizione il gigante nudo avrebbe benedetto con dei figli le donne che andavano a trovarlo. Adesso (forse) nessuno farebbe una cosa del genere, ma il mondo d’oggi non è comunque esente da false credenze.

Le credenze di oggi
Ci sono molte donne (e uomini) che ancora oggi credono a notizie che nulla hanno di scientifico. Per esempio c’è chi crede che ci siano alcune posizioni sessuali che possono favorire il concepimento. Ovviamente non c’è alcunché di vero in tutto questo. Un’altra falsa credenza è quella di far sesso più volte, e tutti i giorni, durante l’ovulazione. È certo che in tale periodo la donna ha la possibilità di concepire, ma rendere il sesso meccanico anziché un momento di relax e amore difficilmente aiuta la fertilità.

Cosa dice la scienza oggi
La ricerca medico-scientifica ha fatto passi da gigante negli ultimi tempi, ed è sempre molto attiva a trovare nuove cause di infertilità e relative soluzioni. Ecco cosa si è scoperto negli ultimi anni.

Una delle cause principali è lo stress
Tra le varie cause imputabili ai problemi di concepimento c’è lo stress. Nemico numero uno della nostra salute. Una recentissima ricerca pubblicata sul The Journal Annals of Epidemiology ha evidenziato come uno dei fattori principali che determina l’infertilità – laddove non esistono cause prettamente fisiche – è il continuo stress. «Questi risultati aggiungono ulteriori elementi di prova alla comprensione dello stress percepito e la relativa influenza sulla fertilità. I risultati implicano che le donne che desiderano concepire possono aumentare le loro possibilità adottando misure attive verso la riduzione dello stress, come l’esercizio fisico, iscriversi a un programma di gestione dello stress o parlare con un professionista della sanità», spiega Kira Taylor, ricercatrice presso l’Università di Louisville (Stati Uniti).

Attenzione alla salute della tiroide
Pochi pensano alla tiroide quando ci sono problemi di infertilità. Eppure, un’errata secrezione degli ormoni tiroidei influisce sia sull’impossibilità di concepire che sullo sviluppo adeguato del feto con il rischio di complicazioni, anche serie, durante la gravidanza. Inoltre, tra i tanti rischi derivanti da un ipotiroidismo e un ipertiroidismo durante la gestazione ci sono anche parto prematuro, aborto e preeclampsia. Per non parlare della possibilità che il proprio figlio possa soffrire di deficit dell’apprendimento.

Inositolo per migliorare le possibilità di concepimento
Affiancato a stili di vita naturali, la scienza ritiene che vi sia una molecola che potrebbe funzionare molto bene: l’inositolo. Sono queste le conclusioni riportate a Firenze nell’ambito del World Pediatric and Adolescent Gynecology Congress. Pare che la molecola funzioni con successo anche in caso di sindrome dell’ovaio policistico. A dispetto del nome, l’inositolo è una molecola del tutto naturale che si trova soprattutto nel riso integrale, nel grano saraceno, nell’avena e nell’orzo. Ma anche le carni di suine e bovine, alcuni agrumi e legumi ne hanno una discreta quantità. L’inositolo, dicono gli scienziati, si è dimostrato utile per ridurre la comparsa e la progressione della sindrome metabolica e ha interessanti prospettive per la cura dell’infertilità maschile e femminile.

Le app ci aiutano?
Purtroppo no. Secondo una ricerca condotta dalla Weill Cornell Medicine e dal New York Presbyterian Hospital, la maggior parte delle applicazioni per il monitoraggio della fertilità sono completamente inaffidabili. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Obstetrics and Gynecology, asseriscono che migliaia di donne vengono erroneamente informate sul momento giusto per il concepimento. Per questo motivo, gli esperti consigliano di non affidarsi completamente a questo genere di risorsa per tenere sotto controllo il periodo fertile. In compenso, meglio non stare troppo davanti a uno smartphone: secondo alcuni ricercatori cuocerebbe letteralmente lo sperma.

Le scoperte che hanno dell’incredibile
Tra le varie scoperte della scienza, ve ne sono alcune che hanno dell’incredibile. Una di questa fa parte di una ricerca condotta dall’Università di Newcastle (Uk) e pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society. La soluzione per la fertilità maschile deriverebbe dallo sperma di coccodrillo. Durante la fase di test gli scienziati hanno raccolto dello sperma di coccodrillo e poi incubato in condizioni riproducenti quelle dell’apparato riproduttivo femminile. Durante lo studio si è scoperto che negli esemplari femminili è presente un interruttore chimico che contribuisce all’attivazione di alcune importanti proteine. Il problema che avviene negli esseri umani, secondo gli studiosi, è proprio la mancata attivazione. Gli spermatozoi, prima di essere attivati «appaiono normali, ma non hanno la capacità di nuotare – sottolinea il dott. Nixon – E crediamo che non abbiano neanche la capacità di riconoscere un ovulo e partecipare alla riproduzione». La soluzione alla fertilità maschile potrebbe quindi essere racchiusa nello sperma di coccodrillo?

Il miracolo della scienza
I ricercatori del Valencian Infertility Institute sono riusciti a dar vita a un vero e proprio miracolo. Utilizzando un cocktail di geni sono riusciti a trasformare delle semplici cellule cutanee in cellule germinali che possono diventare spermatozoi. «Cosa fare quando qualcuno che vuole avere un figlio è privo di gameti (ovuli o sperma)? Questo è il problema che vogliamo affrontare. Dobbiamo essere in grado di creare gameti nelle persone che non le hanno», spiega Carlos Simon. Durante lo studio, il team di scienziati ha aggiunto un cocktail di geni ad alcune cellule epidermiche mature. Ci è voluto circa un mese perché potessero trasformarsi in cellule germinali. «Con la specie umana dobbiamo fare molti più test, perché stiamo parlando della nascita di un bambino – spiegano i ricercatori – Stiamo parlando di un lungo processo». Gli studi condotti su modello animale, invece, hanno avuto un enorme successo. Cellule simili sono state adoperate per fertilizzare uova di topi e la prole è nata senza problemi e in salute.