5 giugno 2020
Aggiornato 15:00
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Cos’è e come funziona la raccolta e conservazione delle cellule staminali cordonali

La raccolta e conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale serve a poter trattare alcune malattie del sangue, anche gravi. Per cui la donazione e conservazione del sangue cordonale è importante per aiutare i pazienti e la ricerca medica

Parlando di raccolta e conservazione cellule staminali cordone ombelicale si può essere disorientati. Un po’ perché non si conosce l’argomento e un po’ perché, specie in chi è in attesa di un bimbo, si possono avere dei dubbi e dei timori. A buon diritto, i futuri genitori potrebbero domandarsi se le procedure di raccolta del sangue del cordone siano del tutto sicure o espongano mamma e bambino a rischi o sofferenza. Oppure potrebbero chiedersi, ancora, se e come sia possibile che le cellule staminali vengano conservate per così tanto tempo.

Facciamo chiarezza
Per rassicurare i genitori va subito chiarito che la raccolta del sangue del cordone ombelicale, che avviene subito dopo il parto, è indolore. E si attuano procedure sicure sia per la neomamma sia per il bimbo. Professionisti del settore altamente qualificati utilizzeranno un ago di grosso calibro tramite cui preleveranno dalla vena ombelicale il sangue cordonale, che poi trasferiranno in una sacca ematica contenente un anticoagulante. Il campione di sangue cordonale raccolto sarà sottoposto ad alcuni specifici esami volti a misurare determinati valori come la cellularità e il volume, l’eventuale presenza di batteri o altri agenti contaminanti che potrebbero invalidare la conservazione.

La conservazione
Dopo aver eseguito gli esami ematici, il campione di sangue cordonale dovrà subire una serie di trattamenti che hanno lo scopo di consentire al campione di essere crioconservato presso una banca del cordone ombelicale. La crioconservazione avviene entro biocontainers a una temperatura di -196 °C (si usa azoto liquido o azoto aeriforme per raggiungere questa temperatura). Per impedire che si formi del ghiaccio, al campione di sangue cordonale viene aggiunto un agente con proprietà crioprotettive: di solito il dimetilsolfossido al 10% (DMSO)[1].
I biocontainers si trovano all’interno di stanze provviste di sistemi di allarme in grado di percepire e segnalare eventuali variazioni della temperatura all’interno dei biocontainers stessi. Un cambiamento della temperatura potrebbe mettere a rischio l’intero processo di conservazione. I biocontainers hanno spesso a disposizione (come altra precauzione) una seconda fonte di azoto che sarà rilasciata immediatamente in caso dovesse verificarsi un blackout o qualunque altro tipo di avaria.

         - Scopri anche: Come scegliere la banca per conservare il cordone ombelicale.

Quanto si conservano?
Grazie a questi processi, il periodo di conservazione delle cellule staminali è molto lungo. Secondo recenti studi è stato dimostrato che le cellule staminali del cordone ombelicale possano essere crioconservate per più di 20 anni, senza perdere le loro proprietà come la vitalità, la capacità di proliferare e la capacità di differenziarsi[2,3]. Una ricerca sperimentale ha mostrato come cellule staminali cordonali crioconservate per oltre vent’anni anni e trapiantate in un modello murino, siano state in grado di ripopolare il midollo osseo dell’animale. Non solo: dopo sei mesi dal trapianto sono state capaci di ripopolare anche il midollo osseo di un secondo animale[3]. Come si è visto, la scienza ha ottenuto dei risultati straordinari, che devono far riflettere sull’importanza di conservare il cordone ombelicale per il bene della propria famiglia e dei propri figli. Queste cellule sono già infatti una risposta concreta per trattare molte, e spesso gravi, malattie[4].
Per maggiori informazioni: www.sorgente.com.

Note Bibliografiche
1. Moise, K.J., Jr., Umbilical cord stem cells. Obstet Gynecol, 2005. 106(6): p. 1393-407.
2. Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.
3. Broxmeyer, H.E., Cord blood hematopoietic stem cell transplantation in StemBook, T.S.C.R. Community, Editor. May 26, 2010.
4. Decreto ministeriale 18 novembre 2009.

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