26 settembre 2020
Aggiornato 06:00
#OpSafePharma – Hacker contro la sanità

Anonymous: era un 16enne che attaccava i siti di sanità

Con l’hashtag #OpSafePharma del movimento hacktivista Anonymous è stato sferrato di recente un cyber attacco contro diversi siti web della sanità italiana. Secondo la Polizia Postale, a dirigere le operazioni sarebbe stato un 16enne italiano residente nella provincia di Udine. Il risultato delle indagini degli inquirenti.

UDINE – Il noto movimento hacktivista Anonymous, il 16 marzo scorso ha dato avvio con l’hashtag #Opsafepharma a una serie di cyber attacchi nei confronti della sanità italiana e, in particolare, contro le prassi in materia di Iperattività e Disturbo da Deficit di Attenzione o ADHD. A dirigere l’orchestra sarebbe stato un ragazzo di 16 anni residente in provincia di Udine.

Diversi gli obiettivi degli attacchi
Secondo quanto riportato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, sono stati diversi gli obiettivi degli attacchi informatici. Tra questi l’Istituto Superiore della Sanità, il ministero della Salute, diverse Asl sia regionali che locali. Gli attacchi informatici erano del tipo DDos, che rendono inagibili i siti e di tipo Sql Injection, quest’ultimo ha visto il furto dai database di Aifa e Croce Rossa di dati sensibili che sono poi stati pubblicati.

Nome in codice…
Il ragazzo di 16 anni, che è stato oggetto di perquisizione da parte della Polizia Postale, sarebbe conosciuto con il nome in codice ‘’Artek’’. E si è giunti a lui dopo le indagini condotte dalle autorità fin dall’inizio della campagna #OpSafePharma. A seguirla è stato il C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Gli investigatori hanno «acquisito concreti elementi probatori nei confronti del minore ricostruendo lo scenario nel cui ambito questi ha pianificato, portato a termine e rivendicato tutti gli attacchi, realizzati al fine di sostenere la propria causa e acquisire sempre maggiore credito da parte dei vertici della comunità hacktivista», si legge nella nota.

Materiale criptato
Quando gli investigatori sono stati certi di avere identificato Artek, insieme al personale della Polizia Postale di Venezia, Trieste e Udine, hanno dato via alle perquisizioni e al sequestro di materiale informatico, per lo più criptato, e che ora è al vaglio degli inquirenti. Visto l’intervento del CNAIPIC, la campagna di Anonymous è dunque durata piuttosto poco, ma anche il tempo che è bastato per causare diversi danni alle istituzioni e ai siti correlati.