4 dicembre 2021
Aggiornato 01:30
Nuove scoperte scientifiche

Tumori, trovato peptide che risveglia la proteina anti-cancro

Grazie alla riattivazione di una proteina, ricercatori di tutto il mondo stanno trovando una possibile via per combattere il cancro. Ottima tolleranza sui tessuti sani?

ROMA – Buone news dal fronte ricerca scientifica. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr), sembrano aver trovato una possibile via per la terapia contro il cancro. I risultati dello studio pubblicato su Cancer Research.

Tutto merito di una proteina
Gli scienziati hanno scoperto che la chiave potrebbe essere la riattivazione della proteina p53, uno dei soppressosi tumorali considerato fondamentale per il controllo della patologia.  Tale proteina sembra essere totalmente inattiva nella maggior parte dei tumori umani.

La scoperta grazie a tecniche di biologia molecolare
«Grazie a tecniche di biologia molecolare e cellulare è stata individuata una sostanza (un peptide) in grado di riattivare il soppressore tumorale p53, portando alla morte le cellule cancerose. In sintesi, questo peptide riesce ad annullare la collaborazione tra gli inibitori MDM4 e MDM2 che disattivano p53 rendendolo inefficace», spiega Fabiola Moretti dell’Ibcn-Cnr, coordinatore allo studio.

Uno studio condotto da un team di esperti a livello mondiale
Lo studio è stato realizzato grazie all’AIRC, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, e al progetto «FaReBio di qualità» del Cnr-ministero dell’Economia e finanza. La ricerca si è avvalsa di collaboratori provenienti dall’Università di Perugia, dall’Università Cattolica di Roma, dall’Istituto Regina Elena di Roma, dall’Istituto europeo per la ricerca sul cervello (Ebri)-Rita Levi Montalcini e dall’Università di Leuven in Belgio.

Ottima tolleranza sui tessuti sani?
Dalla ricerca è emerso che il peptide risulta inattivo sulle cellule «normali», o sane. Ciò farebbe pensare che la nuova arma contro il cancro possa essere ottimamente tollerata dai tessuti sani. Da precedenti test risultava che le terapie sviluppate finora erano tossiche. I ricercatori specificano che saranno necessari ulteriori studi per approfondire quanto evidenziato da tale ricerca. «Rispetto alla sostanza individuata in questo studio, le terapie sviluppate finora per riattivare p53 nei tumori non sono in grado di bloccare simultaneamente i due inibitori; inoltre una prima sperimentazione clinica, ha anche evidenziato una forte tossicità di una di queste terapie, dovuta al danneggiamento di alcuni tessuti sani», conclude la Moretti.