Se avete un figlio, ecco perché non dovreste dargli in mano smartphone e tablet
Tablet e smartphone tra le mani dei bambini già a due anni. Tutti i rischi per la salute fisica e psichica. In primis, attenti alla schiena.
ROMA – Al giorno d’oggi vedere un bambino senza tablet o smartphone è divenuta una rarità. Ma i rischi per la salute psico-fisica sono una realtà. L’uso deve essere consentito sotto stretto controllo di genitori ed educatori ed è necessaria una buona comunicazione per far comprendere loro i rischi cui vanno incontro.
In primis, attenti alla schiena
Fino a un decennio fa il rischio di problemi alla schiena erano derivati per lo più dagli zaini scolastici pesanti. Ora che si tende ad alleggerirli, ma il problema si è spostato ed è l’utilizzo dei dispositivi elettronici. A lanciare l’allarme è uno studio commissionato dall’Abertawe Bro Morgannwg University Health Board. Dai risultati è emerso che, fin dalle elementari, i bambini accusano problemi al collo e alla schiena a causa di tablet e smartphone. Sono aumentate così le richieste di sedute di fisioterapia per bambini e ragazzi. Alla base del problema non è l’utilizzo di per sé di tali dispositivi, ma la frequenza d’uso, che nella maggioranza dei casi fa sì che non ci si muova praticamente più.
Bambini sempre più soli e incompresi
E’ quanto afferma una famosa pediatra americana, Jane Scott, che ha lanciato sull’Huffington Post una precisa richiesta di aiuto per tutti i bambini. «Un giorno, sono entrata nel mio studio e seduti ad attendermi c’erano un padre e il figlio di due anni, entrambi con gli occhi incollati allo schermo dei loro smartphone, che con il dito indice non smettevano di fare su e giù. Ho chiesto quale fosse il motivo della loro visita e il bambino mi ha indicato le sue orecchie: aveva male». La dottoressa tranquillizza il piccolo paziente, ma lui solleva appena un attimo lo sguardo dallo smartphone chiedendo cos’è un’infezione. Secondo Scott i genitori «moderni» saranno più informati, ma per niente attenti ad ascoltare i propri figli. Sono troppo impegnati a restare «connessi», a leggere Facebook, per ascoltare e comprendere davvero un figlio. Tutto ciò conferma i risultati di uno studio condotto dal Boston Medical Center in cui si evidenziava che 40 adulti su 55 al ristorante con i bambini, restano per la maggioranza del tempo attaccati al loro smartphone.
Lo smartphone non è una babysitter
…Avvertono i ricercatori del Boston University School of Medicine, dopo aver notato come i genitori tendono a calmare i propri figli dando loro smartphone o tablet. In questo modo i bambini non sono più in grado di gestire le proprie emozioni, se non hanno tra le mani un dispositivo elettronico. Secondo la dott.ssa Jenny Radesky ricorrere a questi stratagemmi «sostituisce la quantità di tempo trascorsa a impegnarsi in un’interazione diretta con esseri umani». La socializzazione in età adulta sarà quindi molto più difficoltosa. Se il tablet diventa una «tata», il bambino non acquisirà competenze sociali e di problem solving, ma anche sensomotorie e visuomotorie con grande difficoltà nell’apprendimento della matematica e altre scienze.
Prima del tablet, il gioco attivo
Sono sempre più gli esperti che richiedono che venga limitato al massimo l’uso dei dispositivi mobili a favore del gioco attivo. Quest’ultimo favorisce una buona crescita ossea e muscolare, ed è un insostituibile metodo di socializzazione con i coetanei.