7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30
Musica e salute

L’heavy metal rende felici e più calmi. Ora lo dicono due studi

Uno studio del 2011 affermava che la musica metal fa male, inducendo le persone al suicidio. Ma ora altri studi affermano l’esatto contrario: questo genere musicale renderebbe più felici e calmi

Un concerto di musica heavy metal
Un concerto di musica heavy metal Shutterstock

STATI UNITI – Qualcuno l’ha definita la musica del diavolo, mentre altri ritengono semplicemente che questo genere di suoni possano essere dannosi e deleteri per chi li ascolta. Ma, come sempre accade nella ricerca, quello che oggi fa male domani fa bene – e viceversa.

Quelli ‘contro’
Contro la musica heavy metal era andato uno studio del 2011, condotto dai ricercatori dell’Università di Melbourne, in Australia. Qui la dottoressa Katrina McFerran e colleghi hanno trovato che i giovani a rischio depressione e ansia erano quelli che ascoltano abitualmente e ripetutamente la musica heavy metal. «La rivoluzione mp3 significa che i giovani accedono alla musica più che mai e non è raro che alcuni ascoltino musica per sette o otto ore al giorno – scrive la McFerran – La maggior parte dei giovani ascoltano una vasta gamma di musica in maniera positiva, per tenere lontano i rumori, per sollevare il proprio umore o per darsi energia durante gli esercizi. Ma giovani a rischio di depressione è più probabile che ascoltino la musica, in particolare l’heavy metal, in modo negativo». In sostanza, i ricercatori ritengono che il giovane con problemi emotivi potrebbe essere influenzato in modo negativo. «Esempi di questa tendenza li abbiamo quando qualcuno ascolta la stessa canzone o un album di heavy metal più e più volte e non ascolta altro – prosegue la dott.ssa McFerran – Lo fa per isolarsi o per fuggire dalla realtà. Se questo comportamento continua per un certo periodo di tempo, allora potrebbe indicare che il giovane soffre di depressione o ansia, e nella peggiore delle ipotesi, potrebbe suggerire tendenze suicide».

Quelli ‘pro’
In controtendenza è invece uno studio dell’Università del Queensland che suggerisce come ascoltare musica heavy metal renda più calmi. In questo studio, Leah Sharman e Genevieve Dingle hanno coinvolto 39 studenti per poi valutare gli effetti dell’ascolto del metal. E ancora un altro studio, pubblicato sulla rivista Self and Identity che afferma come gli appassionati di heavy metal siano stati più felici da giovani e poi più equilibrati una volta cresciuti: in sostanza, ascoltare metal rende prima più felici e poi più ‘saggi’.

Il primo studio
Ai partecipanti è stato indotto di proposito un sentimento di irritazione, legato a eventuali problemi intercorsi nella loro vita. Dopo di che è stato analizzato il comportamento in due contesti: dieci minuti di totale silenzio e dieci minuti di ascolto di musica secondo i propri gusti.
La prima cosa che si è osservato era come i sentimenti di irritabilità, ostilità, rabbia e stress fossero diminuiti a seguito dell’ascolto di musica, rispetto invece al solo silenzio. Allo stesso modo, dopo l’ascolto della musica sarebbe aumentato il livello di ispirazione.
Anche il tipo di musica scelto aveva il suo peso sul comportamento. Per esempio, coloro che avevano ascoltato brani metal mostravano di essere poi più calmi perché si confrontavano con tematiche relative a sentimenti di rabbia e aggressività, che in qualche modo venivano esorcizzate.

Il secondo studio
Nel secondo studio i ricercatori della Humboldt State University di Arcata (California) hanno analizzato le esperienze di vita, prima del passato e poi attuali, di coloro che ascoltavano metal negli anni Ottanta. Lo studio ha coinvolto 377 soggetti in totale. Di cui 154 erano stati fan del metal in passato, mentre i restanti hanno ascoltato altri tipi di musica. L’analisi delle esperienze di vita avrebbe rivelato che chi ascoltava metal «ha avuto una gioventù significativamente più felice e ora una vita più equilibrata», rispetto ai coetanei che ascoltavano altra musica. E, in conclusione, si è osservato come gli appassionati di metal riportavano «i livelli più alti di felicità giovanile rispetto agli altri gruppi e anche minori probabilità di avere rimpianti di qualcosa fatto in passato». Per concludere, la ‘musica del diavolo’ forse non è così ‘diabolica’ come qualcuno ritiene sia.