26 gennaio 2020
Aggiornato 18:00
Le nuove alternative ai trapianti d’organo

Arriva il cuore bionico che non batte

Gli scienziati statunitensi hanno creato un rivoluzionario cuore bionico che non batte, ma che può diventare una reale alternativa ai trapianti e una risposta alla crescente domanda di organi a cui però vi è una scarsa risposta e disponibilità

HOUSTON – La domanda di nuovi organi da trapiantare è sempre alta. Purtroppo non è lo stesso quanto a disponibilità. Ma dagli scienziati Usa arriva una notizia che potrebbe rivoluzionare i trapianti di cuore. È stato infatti realizzato un cuore bionico che non batte, per cui non soggetto a usura come un qualsiasi organo meccanico di questo genere – che dovrebbe in media battere 42 milioni di volte all’anno.

IL CUORE CHE NON BATTE – Può far strano pensare a un cuore che non batte, ma che assolve comunque le sue funzioni. Eppure, è proprio quanto progettato dai ricercatori della BiVACOR, coordinati dal dott. William Cohn. Il cuore bionico ha una sola parte in movimento, che è deputata a spingere il sangue attraverso il corpo. Secondo gli scienziati, questo meccanismo è il migliore rispetto a tutti i modelli meccanici messi a punto negli ultimi cinquant’anni.

FUNZIONA – I test condotti per ora su modello animale hanno avuto esisti positivi. Tutti gli animali di grandi dimensioni hanno vissuto per tutto il tempo deciso, prima di essere esaminati per valutare gli effetti del cuore bionico sull’intero organismo. Gli esami hanno rivelato che tutte le funzioni organiche, come quella renale, epatica o polmonare, erano rimaste attive e operanti. Il cuore bionico è grande circa la metà di una lattina. È composto da un disco rotante con alette sospese da due campi magnetici in modo che non tocchino nulla. Ruota da 2.000 a 3.000 volte al minuto. Si attendono ora i test clinici per poter finalmente dare una risposta concreta a tutti coloro che sono in attesa di un cuore nuovo.