25 aprile 2024
Aggiornato 06:00
Rimedi per le paralisi

E’ nata la mano bionica, la protesi che si comanda con il pensiero

Impiantata con successo una mano robotica su tre uomini austriaci con un arto rimasto paralizzato dopo un incidente.

VIENNA – Sono tre, e sono i primi uomini con un arto paralizzato che sono potuti tornare a una vita normale grazie all’impianto di una mano bionica robotica. L’impianto si distingue per l’alta tecnologia e la possibilità unica di essere comandato con il pensiero.

UN CONCENTRATO DI TECNOLOGIA – La nuova protesi robotica funziona per mezzo di speciali sensori che riescono a captare i deboli segnali nervosi residui. I tre uomini austriaci, con paralisi dovuta a un incidente, sono così riusciti dopo tanti anni a compiere di nuovo gesti che per altri sono normali, ma che erano impossibili a loro: per esempio abbottonarsi un vestito o allacciarsi una scarpa. Un vero concentrato di tecnologia, la ricostruzione bionica è ora disponibile grazie al lavoro dell’équipe di scienziati coordinati dal dott. Aszmann dell’Università di Vienna in collaborazione con il dott. Dario Farina, direttore del Dipartimento di ingegneria della neuroriabilitazione presso l’Università di Gottingen, in Germania.

UNA MANO MORTA – Tutti e tre i pazienti avevano perso l’uso della mano a causa di una lesione al plesso brachiale, una condizione che interrompe la trasmissione dei segnali nervosi da parte della spina dorsale che permettono i movimenti degli arti superiori e gestiscono la sensibilità. Per impiantare il nuovo arto bionico, la mano «morta» è stata amputata. Ma prima, i pazienti sono stati sottoposti a diversi mesi di allenamento mentale al fine di poter gestire e comandare i segnali nervosi residui. Dopo questa fase, è stato collegato il nuovo arto. Ora, grazie all’allenamento e alla sensibilità della mano bionica, i tre uomini possono finalmente svolgere molte delle funzioni che erano state loro negate.