20 marzo 2019
Aggiornato 18:00

Parte la nuova Campagna «Mangiar bene conviene»

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale sostiene il progetto di sensibilizzazione sul binomio alimentazione/salute e sull’importanza di uno stile di vita corretto. Al via la campagna 2015 con la volpe Roddy e la piramide alimentare psico-comportamentale

ROMA – Mangiare bene significa anche essere presenti durante i pasti, non solo fisicamente, ma anche con la mente. I bambini che sono distratti da Tv, smartphone e così via trasformano il rito del mangiare in un automatismo passivo, perdendo il senso di appagamento e sazietà. La campagna «Mangiar bene conviene» nasce con l’obiettivo di sensibilizzarli sul binomio alimentazione/salute e sull’importanza di uno stile di vita corretto.

UN GRANDE PROGETTO – La campagna è ormai entrata nel vivo. Un macroprogetto di salute globale per le famiglie patrocinato da Ministero della Salute, SIPPS, SIP e FIMP. Dopo aver preso avvio lo scorso anno a Milano, Verona e Palermo, la campagna ha ora coinvolto due scuole di Reggio Emilia, in collaborazione con l’Associazione Italiana Genitori AGe. Lo scorso 20 gennaio sono stati presentati i materiali approntati per il lavoro che le insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e di quella secondaria svolgeranno con i propri bambini.

QUESTIONE DI PIRAMIDI – Il Gruppo editoriale Editeam ha realizzato un numero speciale di «Informabimbi». Qui, oltre a illustrare i rudimenti della nutrizione, propone la costruzione di una piramide a quattro facce: quella settimanale suggerisce la frequenza consigliata dei vari gruppi alimentari. Poi quella giornaliera per sottolineare la giusta proporzione calorica tra i pasti della giornata. Quella del movimento e la piramide psico-comportamentale, che richiama l’attenzione anche al contesto in cui vengono consumati i pasti. «Tra i numerosi comportamenti scorretti – spiega il dott. Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente SIPPS – molti bambini, quando sono a tavola, sono soliti guardare la Tv oppure armeggiare con lo smartphone. Al di là delle regole della buona educazione - prosegue Salari - questa abitudine comporta una distrazione dal cibo con una duplice implicazione: il bambino, non assaporandoli, non trae gratificazione dagli alimenti per appagare il senso di fame. In secondo luogo finisce per perdere la nozione di cosa e quanto sta assumendo, per cui l’atto di mangiare si trasforma in una sorta di automatismo del tutto passivo».

IL RUOLO DELLA SCUOLA – «La scuola è un terreno fertile in cui seminare salute e «non soltanto perché il bambino vi trascorre una parte significativa della propria giornata, fino a un terzo se a tempo pieno – sottolinea il Presidente della SIPPS, dott. Giuseppe Di Mauro – ma anche perché il lavoro svolto con gli insegnanti lascia in lui una traccia profonda. In questo modo, in un ambiente esterno alla quotidianità domestica è in grado di apprendere modelli comportamentali nuovi e virtuosi, diventandone portavoce e promotore in famiglia», conclude Di Mauro.