20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Nutrizione

Primo Osservatorio Nutrikid e l'Osservatorio Adi Nestlé

Nella patria della dieta mediterranea la metà della popolazione è in sovrappeso ... e non lo sa

MILANO - In occasione del Convegno annuale ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica (Napoli, 10-13 novembre) l’Osservatorio ADI – Nestlé, giunto alla sua 2^ edizione, presenta i risultati dell’indagine effettuata nel mese di settembre 2010, che rappresenta un’analisi mirata sullo stato di forma fisica e sulle abitudini alimentari della popolazione. Dopo il successo dello scorso anno, con oltre 5.000 questionari raccolti, la 2^ edizione ha visto infatti coinvolte oltre 13.000 persone che hanno offerto una fotografia esatta dello stato di salute del paese. Un paese nel quale la metà della popolazione non ha un rapporto corretto con l’alimentazione.

(NON) BEATA IGNORANZA
Il dato più rilevante messo in luce dall’Osservatorio ADI- Nestlé consiste nell’assenza di consapevolezza rispetto al proprio stato: il 16% delle persone in sovrappeso si definisce normopeso, mentre ben il 62% delle persone obese ignora - o preferisce ignorare - il proprio peso definendosi solo in «sovrappeso».
I dati indicano dunque come il peso venga considerato un elemento da valutare da soli, davanti allo specchio, e che poco ha a che fare con la salute e il benessere. Non è un caso, infatti, che ben il 22% delle persone in sovrappeso si consideri soddisfatto o molto soddisfatto dell’attuale peso, dimostrando quindi una debole propensione a cambiare le proprie abitudini e i propri atteggiamenti. Ecco perché il 30% delle persone obese e il 21% di quelle in sovrappeso non ha mai cercato di perdere peso o cerca di farlo solo in alcuni periodi dell’anno. Inutile parlare quindi «di regole da seguire a tavola», che il 14% degli obesi e delle persone in sovrappeso ha dichiarato di non avere mai imposto a se stesso.

STILI DI VITA E COMUNICAZIONE
Come afferma Giuseppe Fatati, Presidente ADI, «gli interventi di prevenzione per l’obesità, fino a ora, si sono dimostrati carenti perché basati su un’informazione eccessivamente normativa (questo fa bene, questo fa male, devi mangiare meno, devi correre di più). In pratica, di fronte a messaggi eccessivamente normativi-impositivi, molti hanno rifiutato di prendere coscienza della realtà. Il peso è visto ancora come un fattore prettamente estetico e quindi valutabile in modo soggettivo e personale. Il penalizzare la singola persona (sei obeso perchè mangi troppo) o il singolo alimento (il consumo di... ti fa ingrassare) ha ridotto la forza di penetrazione della corretta comunicazione. I magri, soprattutto quelli che hanno un’attenzione esasperata per il ruolo dell’alimentazione e del peso, si considerano normopeso perché seguono un parametro di giudizio soggettivo (il proprio obiettivo) indipendente dallo stato di salute».

I FATTORI DELL’OBESITÀ’
Tra i principali fattori che incidono su uno scorretto stile di vita lo scarso movimento e la sedentarietà sono al 28%; segue la cattiva educazione alimentare (15%) e, novità rilevante, il consumo dei pasti davanti alla TV (12%): quasi il 50% degli obesi pranza e cena davanti al piccolo schermo. Qui non si tratta semplicemente del consumo di spuntini notturni ma di una cultura onnivora di immagini e cibo che danneggia anche la socialità e la convivialità.

LE FONTI DI INFORMAZIONE
La differenza di stili di vita si rispecchia anche nelle fonti di informazione: i normopeso si rivolgono alla famiglia (20%), mentre sovrappeso ed obesi si rivolgono in prevalenza al medico. Si corre ai ripari quando la situazione è critica, mentre prevenzione e una buona educazione anche nella corretta alimentazione sono la ricetta migliore.

DONNE E UOMINI
Tra i due sessi, le donne hanno un rapporto decisamente migliore con il cibo rispetto agli uomini: nonostante le donne abbiano meno possibilità di muoversi (il 41% non fa sport e solo il 33% si muove a piedi), sono meno sovrappeso (38 contro 62%), controllano il proprio peso più frequentemente (41 a 35) e sono più determinate a seguire regole (48 contro 43).

GIOVANI E PESO
«La prevalenza di sovrappeso e obesità nelle fasce giovanili della popolazione italiana sta raggiungendo livelli che si osservavano, sino a poco tempo addietro, solo negli Stati Uniti. Ed è significativo (e preoccupante) che tra gli adolescenti italiani si ritrovino le maggiori percentuali di sovrappeso e obesità di tutta l’Europa (oltre il 30%, in totale)» commenta Andrea Poli, Direttore scientifico NFI – Nutrition Foundation on Italy. «Queste percentuali, che crescono dal Nord al Sud del nostro Paese (come d’altra parte dal Nord al Sud dell’Europa) si possono probabilmente spiegare con l’abbandono di modelli alimentari tradizionali ma anche con la ridottissima propensione all’attività fisica dei ragazzi, e della popolazione in generale».

«Dalla lettura dei dati dell’Osservatorio» conclude Bianca Maria Vecchio, Market Nutritionist di Nestlé «emerge come sedentarietà e mancanza di consapevolezza siano i due fattori maggiormente correlati alla prevalenza di peso eccessivo. Bisogna quindi evitare di colpevolizzare i singoli alimenti ma proporre un nuovo stile di vita per un italiano che deve diventare gu(a)statore equilibrato: nutrirsi in modo corretto senza rinunciare al gusto e a qualche piccola trasgressione culinaria. Mai dimenticare di dedicare qualche ora della settimana al movimento e alla corretta informazione: internet sì, ma con il filtro degli esperti».

Per ulteriori informazioni: www.nestle.it