20 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Chirurgia estetica

Un «ritocco» estetico? Rischi in un caso su due

Parlano gli esperti britannici: «Metà delle sale operatorie non ha attrezzature idonee»

LONDRA - Vendono interventi estetici che non sanno eseguire e non rispettano le regole. Bocciati in pieno la maggior parte dei centri estetici del Regno Unito dal rapporto del National Confidential Enquiry into Patient Outcome and Death (NCEPOD), ente di ricerca indipendente che ha fatto le pulci a 361 cliniche della bellezza. Troppe le pecche da nascondere, secondo i ricercatori. «Abbiamo trovato uno scenario sconsolante», dice Nigel Mercer, presidente dell'Istituto.

Più della metà delle sale operatorie non è attrezzata adeguatamente e un quinto dei centri non segue i protocolli per la riammissione in emergenza dei soggetti operati. Preoccupanti anche gli altri dati: esegue la valutazione psicologica del paziente solo un centro su tre, mentre il consenso informato in due fasi, che lascia tempo agli utenti di riflettere sulle conseguenze dell'intervento, è una preoccupazione di un solo chirurgo su tre. Troppi millantano esperienze che non hanno. Solo un centro su venti pratica il numero minimo di piercing in un anno, 20 secondo gli standard di sicurezza. A ottobre le autorità sanitarie valuteranno le garanzie dell'intero settore che vale 2,3 miliardi di sterline, circa 2,7 mld di euro.