1 giugno 2020
Aggiornato 11:30
Rapporto 350mila muoiono

50 milioni di madri partoriscono sole nel mondo

350mila muoiono. In Italia un milione di madri con bimbi piccoli vivono in povertà

ROMA - Nel mondo 50 milioni di donne partoriscono senza assistenza: quasi 350.000 perdono la vita per la gravidanza e il parto. I numeri, incredibili nel 2010, sono quelli dell'11esimo rapporto sullo Stato delle Madri nel mondo di Save the Children alla vigilia della festa della mamma: l'Afghanistan è il paese dove le madri e i bambini stanno peggio, la Norvegia quello in cui stanno meglio. E l'Italia si posiziona nella zona alta ma non altissima di questa graduatoria, perché tutto va relativamente bene al momento della nascita, ma poi iniziano i problemi.

Il mondo è, di fatto, diviso in due: donne e bambini dell'Afghanistan, del Niger, dello Yemen o del Sudan, dove gli standard di «benessere materno-infantile» sono i più bassi e desolanti del mondo. Al polo opposto, anche geografico, le madri e i bambini della Norvegia, dell'Islanda o della Svezia, stanno molto meglio e godono di elevati livelli di salute, istruzione, cure.

Ancora oggi 50 milioni di donne ogni anno partoriscono senza alcuna assistenza professionale e magari senza aver ricevuto alcun controllo durante il puerperio: logico che moltissime di esse, quasi 350.000, perdano la vita in conseguenza della gravidanza o per complicazioni legate al parto. E se muoiono le mamme facile e drammaticamente coerente che muoiano anche i bambini: 8,8 milioni ogni anno prima di compiere 5 anni. Di essi, il 41% non sopravvive al primo mese. Il 99% di queste precocissime morti avviene in paesi in via di sviluppo dove le donne e i bambini non possono contare su cure minime, essenziali, durante la gravidanza e il parto, e subito dopo.

E infatti si stima che circa 250.000 donne e 5,5 milioni di bambini che oggi muoiono potrebbero salvarsi grazie a poche misure semplici e a basso costo: dall'assistenza specializzata al momento del parto, a vaccini e trattamenti per polmonite, diarrea e malaria, all'allattamento esclusivo al seno.

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