21 aprile 2021
Aggiornato 10:30
Tutela dell'infanzia

Ddl Lega per reintrodurre la «ruota degli esposti»

«Neonati salvi solo con un vero anonimato»

ROMA - Prende il via mercoledì al Senato, con una riunione congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Sanità, l'esame del progetto di legge presentato dal gruppo della Lega Nord (primo firmatario Massimo Garavaglia) per la reintroduzione in Italia della 'Ruota degli esposti', l'antico meccanismo attraverso il quale i figli illegittimi o di famiglie indigenti potevano essere sottratti all'abbandono deponendoli su una «ruota» girevole. La ruota era di solito sul muro di una chiesa o di un convento e dotata di un campanelli per avvisare i religiosi dell'arrivo del neonato.

Successivamente è stata adottata dagli orfanotrofi pubblici. Ma la crescita abnorme del fenomeno nel secolo della Rivoluzione industriale, durante il quale migliaia di famiglie operaie povere hanno finito per affidare migliaia di creature ogni anno alle modeste risorse del Welfare pubblico ottocentesco, ha portato il governo Mussolini all'abolizione della 'ruota' nel 1923. Ancora oggi, comunque, sono in tanti a portare un cognome che secondo la tradizione rivelerebbe la loro discendenza da un neonato 'esposto', cioè abbandonato sulla porta di una chiesa o di un convento: Casadei, Esposito, Deodato e simili.

L'idea di una nuova legge è nata sull'onda degli innumerevoli casi di abbandono di neonati verificatisi negli ultimi anni, cosa che ha già portato in qualche struttura ospedaliera alla nascita di nuove 'ruote' attrezzate con culle termiche e assistenza ospedaliera. Abbandono dovuto in molti casi al timore che una visita in ospedale per un parto regolare e per affidare il neonato alle strutture pubbliche possa portare all'identificazione e quindi all'espulsione delle donne straniere prive di permesso di soggiorno.

«Il neonato - si legge nella relazione al disegno di legge - può essere salvato soltanto garantendo un vero anonimato. Ecco allora la necessità di una legge per la riapertura di quella che anticamente veniva definita la 'ruota degli innocenti'. Un luogo ovviamente consono al nostro tempo, situato presso punti di accoglienza monitorati ventiquattro ore su ventiquattro, dove il neonato possa essere lasciato in piena sicurezza e riservatezza».