29 agosto 2025
Aggiornato 23:00
Salute & Nutrizione

Mangiare verdura abbassa la pressione

Pomodori e melograni portentosi

Lo hanno scoperto all'Imperial College di Londra, studiando 4680 casi di persone tra i 40 e i 59 anni d'età. Una dieta ricca di verdure aiuta ad abbassare la pressione e tutelare la salute cardiaca. Lo studio sulle proteine vegetali è stato pubblicato su Archives of Internal Medicine. Mentre non è stato provato che un elevato consumo di carne alzi la pressione, le proteine vegetali sono sicuramente in grado di abbassarla.

I ricercatori vogliono ora comprendere bene il perché di questa proprietà benefiche. I vegetali contengono meno sale e più vitamine antiossidanti, hanno poche calorie e molte fibre (che inoltre aiutano a controllare il diabete), perciò da molto tempo sono consigliate nella dieta dei cardiopatici così come in quella delle persone sane. L'azione sulla pressione sanguigna potrebbe dipendere però esclusivamente dagli aminoacidi (che costituiscono il nucleo portante delle proteine) e da componenti vegetali quali il magnesio.

POMODORO ANTI-ENFISEMA
Uno studio pubblicato sull’American Journal of Physiology-Lung Cellular and Molecular Physiolog dimostra che il succo di pomodoro previene la formazione di enfisema dovuto a fumo di tabacco, grazie all’azione del licopene, un potente antiossidante. Infatti il I fattore più importante nello sviluppo di enfisema polmonare sembra essere lo stress ossidativo, e per due ragioni: primo, le conseguenze dello stress ossidativo sono intimamente legate al processo di invecchiamento, secondo il fumo di tabacco contiene una quantità enorme di ossidanti e porta lo stress ossidativo all’interno dei polmoni.

MELOGRANO PORTENTOSO
Ritarda o previene la necessità di altre terapie per cancro alla prostata. Un piccolo studio, condotto presso il Jonsson Cancer Center della University of California Los Angeles, ha scoperto che bere ogni giorno un bicchiere di succo di melograno contribuirebbe a rallentare la crescita e la diffusione del cancro della prostata nel corpo.Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research e ha coinvolto 50 uomini che erano già stati sottoposti ad un intervento chirurgico o ad un ciclo di radioterapia. Ogni paziente doveva bere 8 once (28,41 ml) di succo al giorno. Il parametro tenuto sotto controllo è stato la concentrazione del PSA (antigene prostatico specifico), una proteina che segnala la presenza del cancro alla prostata, ed il tempo necessario a raddoppiarlo. Più è corto questo tempo, più corta è l’aspettativa di vita del paziente. Con il trattamento, il tempo necessario a raddoppiare la concentrazione è passato da 15 a 54 mesi in media. «È troppo presto per consigliare ai pazienti di bere succo di melograno», afferma tuttavia Allan Pantuck, autore dello studio. I dati, infatti, sono ancora provvisori ed è in corso la preparazione di uno studio più significativo. Il succo di melograno è stato scelto dai ricercatori grazie all’alto contenuto di antiossidanti e di polifenoli, sostanze protettive contenute in molte specie di piante. Ovviamente nessuno dei ricercatori pensa che il succo di melograno possa rappresentare una cura contro il cancro alla prostata, ma «potrebbe essere efficace nel ritardare o prevenire la necessità di ulteriori terapie alle quali seguono debilitanti effetti collaterali tra i quali fatica, depressione e impotenza», conclude Pantuck.