C'è anche una sindrome che colpisce i single
Un cuore solitario su 3 a rischio tristezza, specie le trentenni
ROMA - Natale, Capodanno, il proprio compleanno e il 14 febbraio, San Valentino. Appuntamenti tradizionali della festa, del buonumore, che per alcuni diventano momento di depressione, fino a sfociare talvolta in una vera e propria malattia. Per questo, domani, festa degli innamorati, ci sarà anche qualcuno che non andrà a cena con il partner ma che, invece, sarà colpito dalla «Sindrome di San Valentino».
RISCHIO TRISTEZZA - Secondo l'accademia internazionale delle discipline analogiche «Stefano Benemeglio» la festa degli innamorati è occasione per fare un bilancio della propria stabilità affettiva e questo mette in crisi chi non è adeguato al modello di coppia felice, ossia i single. Di fatto, un single italiano su 3 in vista del 14 febbraio è a rischio tristezza e depressione: la sindrome colpisce infatti almeno una trentenne solitaria su 2 e un quarantenne su 3 e, complessivamente il 35% dei single italiani è a rischio tristezza e depressione causate dal senso di esclusione.
SAN FAUSTINO - Cioccolatini, cene a lume di candela e regali romantici infatti sono negati a chi non ha un compagno e il rischio maggiore lo corrono proprio coloro che sono rimasti single da poco, perché chi è single da tempo è «vaccinato» ma chi invece era abituato alla vita a due si trova completamente spiazzato. Non a caso, i single hanno 'ripiegato' su una data alternativa: il 15 febbraio, San Faustino, patrono dei cuori solitari. E il giorno prima, mentre gli innamorati banalmente si fanno le coccole, meglio andare al cinema o cercare qualche amico, single anche lui ovviamente, con il quale divertirsi.