La dieta di ferro dell'Iron Lady
Per la Thatcher dieci chili in due settimane prima delle elezioni del 1979
LONDRA - Una dieta di ferro da dieci chili in due settimane: Margaret Thatcher scelse di mettersi in gran forma prima delle elezioni del 1979, che la portarono alla vittoria, come risulta da alcuni documenti appartenenti alla ex «Iron Lady» e recentemente desecretati.
A dir la verità, la «Dieta dei dieci chili», alias «Dieta della clinica Mayo» (ma non legata alla famosa istituzione medica statunitense) non appare del tutto equilibrata, essendo basata su un massiccio consumo di uova (o meglio, secondo gli ideatori, sulla reazione chimica fra i vari alimenti che la compongono).
La colazione è la stessa per tutti i giorni: succo di pompelmo, una o due uova, caffè nero o té a scelta; se il triste succo di pompelmo rispunta il lunedì a pranzo e cena, le due uova si ripetono nei pranzi dei gironi feriali e nelle cene di lunedì e giovedì, per un totale di 14 mancati pulcini a settimana.
Salvo qualche sporadica apparizione di cotolette d'agnello e bistecchina, la vera epifania gastronomica si registra nei fine settimana: il pranzo di sabato prevede infatti insalata di frutta («mettete dentro qualsiasi cosa«) a volontà, seguita a cena da «tanta carne», ortaggi e un bel caffè; la domenica è il turno del pollo con pomodori, carote, cavoli e l'onnipresente succo di pompelmo, mentre la cena si chiude in gloria con il pollo freddo (forse perché avanzato), altri pomodori e come no, il succo.
Da notare che la dieta non prevede assolutamente alcool, con l'eccezione a prima vista incongrua di un whisky ammesso nei giorni in cui il menù preveda carne: se il collegamento scientifico fra cibo e bevanda appare incerto, certo è che alla Thatcher il whisky piaceva, e tanto basta.