17 novembre 2019
Aggiornato 10:00
Salute e Alimentazione

I lombardi mangiano male, più esposti ai tumori

Muoiono 30,7 persone ogni 10mila abitanti, media nazionale è 28,6

MILANO - I lombardi non mangiano «sano« e seguono meno del resto degli italiani la dieta mediterranea, raccomandata per la prevenzione di molte forme tumorali. Così a tavola invece che prediligere frutta, verdura o legumi, i lombardi sono più inclini al consumo di cibo «spazzatura«: merendine, patatine e bevande dolci gassate. A rilevare le sempre più diffuse cattive abitudini alimentari dei lombardi è una ricerca condotta dall'Adi (Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica) Lombardia e dall'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, svolta su un campione di 1.377 adulti lombardi per verificare il grado di adesione a uno stile di vita «sano», rispetto alle indicazioni dell'American Cancer Society. E Il quadro che ne è emerso è preoccupante.

DIETA MEDITERRANEA «ANTICANCRO» - La dieta raccomandata per la prevenzione di molte forme tumorali è quella mediterranea, dieta che però gli abitanti della Lombardia seguono meno del resto degli italiani. Dai dati emerge che l'indice di mediterraneità della dieta, indicatore della salubrità dell'alimentazione, in Lombardia è pari a 1,32 a confronto con la media del dato del resto di Italia dell'1,44.

SOS SALUTE - L'Adi Lombardia e l'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano lanciano quindi l'Sos per la salute dei lombardi. Ogni anno (dati Istat 2008) nella Regione muoiono di tumore 30,7 persone ogni 10mila abitanti, contro una media nazionale di 28,6. «Queste percentuali - sottolinea Michela Barichella, presidente dell'Adi Lombardia - che indicano una mortalità per tumore superiore alla media nazionale, rilevate in una regione come la Lombardia considerata di eccellenza in campo oncologico e che quindi offre la possibilità ai suoi abitanti di accedere a programmi di screening e di cure di alto livello, sottolineano l'urgenza di rivedere lo stile di vita e in particolare le abitudini alimentari dei lombardi».

APPORTO CALORICO «SBILANCIATO» - Nel dettaglio, in Lombardia l'apporto calorico derivante da alimenti della dieta mediterranea è solo del 53% contro il 56% del resto degli italiani, mentre quello derivante da prodotti che non fanno parte della dieta mediterranea è del 47% contro il 44% del resto d'Italia. In particolare, la ricerca evidenzia che biscottini e brioche apportano per i lombardi il 6,2% delle calorie contro il 4,9% nel resto d'Italia, le bevande dolci gassate non light l'1,4% contro l'1,1%, i gelati a base di crema il 2,1% contro l'1,6%, le patatine in sacchetto lo 0,8% contro lo 0,7%. Arance, cavoli e broccoli, legumi e pesce (alimenti noti per le loro capacità protettive nei confronti di diversi tipi di tumore) in Lombardia apportano invece circa il 30% in meno di calorie rispetto alla media italiana, rispettivamente: lo 0,6% delle calorie contro lo 0,9%, lo 0,3% contro lo 0,4%, lo 0,6% contro lo 0,9% e lo 0,5% contro lo 0,7%.