5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Nuove scoperte per il trattamento e la cura di chi soffre di demenza

Infezioni e lesioni possono accelerare il processo di demenza

Gli scienziati sanno già da tempo che le infezioni (particolarmente del tratto urinario), le lesioni e le operazioni chirurgiche possono innescare degli episodi di delirio negli anziani e nei soggetti affetti da demenza

Secondo una nuova ricerca svolta da scienziati britannici e irlandesi, infezioni e lesioni che causano infiammazioni nel cervello potrebbero accelerare il declino dei soggetti affetti da demenza. Queste scoperte hanno delle implicazioni per il trattamento e la cura di chi soffre di demenza.

Gli scienziati sanno già da tempo che le infezioni (particolarmente del tratto urinario), le lesioni e le operazioni chirurgiche possono innescare degli episodi di delirio negli anziani e nei soggetti affetti da demenza. Durante questi episodi, i pazienti diventano estremamente disorientati e confusi. Tuttavia, finora erano state svolte relativamente poche ricerche sugli effetti di infezioni e lesioni nei pazienti affetti da demenza nel lungo periodo.

In studi precedenti, la squadra di ricercatori aveva dimostrato che l'infiammazione causata da infezioni poteva aggravare i danni alle cellule nervose negli animali affetti da demenza.

In questo ultimo studio, gli scienziati hanno indotto una risposta infiammatoria in topi affetti da una malattia neurodegenerativa. L'infiammazione ha portato a un peggioramento della condizione dei topi, la cui memoria e le cui capacità di apprendimento sono peggiorate in modo significativo. Ma ciò che è più importante: questi effetti sono stati osservati già solo dopo una breve infiammazione.

«Il nostro studio mostra chiaramente l'effetto dannoso delle infezioni o delle infiammazioni sistemiche in modelli animali di demenza,» ha commentato il dott. Colm Cunningham del Trinity College di Dublino, in Irlanda.

Queste scoperte hanno delle implicazioni importanti per coloro che si occupano della cura di chi soffre di demenza. «Dottori e addetti devono dedicare maggiore attenzione alla protezione dalle potenziali cause di infiammazione sistemica di coloro che soffrono di demenza,» ha raccomandato il dott. Cunningham. «Questo significa prevenire le infezioni, proteggerli dalle cadute e valutare attentamente il bilancio rischi-benefici delle operazioni chirurgiche non essenziali.»

I ricercatori hanno anche scoperto che le infiammazioni portano alla produzione di una proteina chiamata IL-1beta nell'ippocampo, la parte del cervello coinvolta nella memoria e nell'apprendimento. Si sa che questa proteina peggiora il danno nervoso durante gli ictus, e livelli più alti di IL-1beta nel sangue erano già stati messi in relazione a un declino delle capacità cognitive.

«Il riconoscimento che degli eventi infiammatori sistemici relativamente banali possono interagire con i processi neurodegenerativi nel cervello e peggiorarli, apre delle potenziali vie al trattamento dei pazienti affetti da demenza,» ha detto il dott. Cunningham.

«Questa è una ricerca davvero interessante che porta a un significativo passo in avanti nella nostra comprensione della demenza,» ha aggiunto Rebecca Wood, funzionario capo del Alzheimer's Research Trust. «Le infiammazioni sono state chiamate in causa nella demenza già da tempo, per questo le cadute suscitano tanta preoccupazione, ma questo mostra anche che la demenza è aumentata da un altro problema comune dell'invecchiamento, ovvero le infezioni del tratto urinario e le infezioni in genere.»

Circa cinque milioni di persone in Europa sono affette da demenza, e questa cifra è destinata ad aumentare ulteriormente con l'invecchiamento della popolazione.