22 ottobre 2021
Aggiornato 00:00
L'intervista

Tronzano: «Perché Paolo Damilano può vincere il ballottaggio a Torino»

Andrea Tronzano, candidato consigliere più votato di Forza Italia a Torino, nonché assessore regionale, commenta al DiariodelWeb.it l'esito del primo turno

Paolo Damilano, candidato del centrodestra a Milano
Paolo Damilano, candidato del centrodestra a Milano ANSA

Torino è una delle grandi città che andrà al ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra. Dal primo turno delle elezioni amministrative è infatti uscito un testa a testa tra Stefano Lo Russo, in vantaggio con il 43,86%, e Paolo Damilano, al 38,90%. Con Andrea Tronzano, il candidato consigliere più votato della lista di Forza Italia, nonché assessore in carica alla Regione Piemonte, il DiariodelWeb.it ha commentato l'esito del voto.

Assessore Andrea Tronzano, è soddisfatto del suo risultato elettorale?
Assolutamente. Innanzitutto ringrazio gli elettori, perché per me sono loro a rappresentare la forza: questo è evidente. Dall'altra parte vedo premiato l'impegno che ho profuso a tutto tondo in questi due anni in Regione. Sono contento anche per questo. In politica il budget non è rappresentato dai soldi ma dai voti. Se c'è consenso vuol dire che il lavoro che si sta svolgendo è proficuo.

Damilano è arrivato al ballottaggio, ma è in svantaggio rispetto a Lo Russo.
Secondo me ha tutto da guadagnare, pescando in questa astensione massiccia. Si è distinto per essere un candidato civico, quindi, in uno scontro uno contro uno, la sua proposta politica potrà attecchire ancora meglio rispetto a quanto sia accaduto al primo turno. Penso che sarà in grado di portare più cittadini al voto.

Ritiene che abbia delle buone possibilità di essere eletto?
Buone probabilità magari è esagerato: diciamo che ce la giochiamo, in questa nuova partita che non c'entra nulla con quella già conclusa. Io sono convinto che si possa vincere.

Più in generale, che giudizio dà della prestazione del centrodestra a livello nazionale?
Complessivamente non così catastrofico. Le grandi città erano già in mano alla sinistra, quindi per quanto ci riguarda non hanno avuto un esito negativo. Le elezioni amministrative, per il centrodestra, sono sempre più complesse. Ma in Piemonte abbiamo confermato Comuni importanti come Novara, Carmagnola, Trofarello, Trecate. Non mi pare lo sfacelo che qualcuno ha narrato.

Colpisce il fatto che abbia votato solo il 48% dei torinesi.
Non me lo sarei mai aspettato. C'erano ottomila candidati in pista e si sperava di raggiungere almeno il 60%, invece questo non è avvenuto. L'astensione fortissima, questa sì, mi preoccupa. Vuol dire che lo scoramento è altissimo. Questo è un dato da cui prendere spunto per agire, facendo capire alle persone che la politica conta, stabilisce il loro futuro. Su questo dobbiamo lavorare molto.

Il coordinatore nazionale Antonio Tajani ha parlato di una Forza Italia che «gode di ottima salute». È d'accordo con lui?
In Piemonte il risultato non è negativo, anzi è importante. Certamente siamo lontanissimi dai fasti del passato. Ma rispetto al 2016 abbiamo guadagnato un punto. Non si può parlare di debacle. Poi possiamo migliorare ancora, questo è sicuro.

Lo stesso Tajani ha messo in luce come un grosso handicap per voi sia stato rappresentato dalla forzata assenza dalla campagna elettorale di Silvio Berlusconi, che però dovrà tornare a fare il federatore.
Sì, perché Berlusconi è il cuore pulsante del centrodestra, l'ha creato lui. La sua visione è fondamentale e credo che veramente potrà avere un ruolo importante nello sviluppo dell'alleanza. Certamente ha ragione quando dice che senza Forza Italia non si vince e non si governa. Uno degli obiettivi deve essere quello di rafforzare Forza Italia e di federare una coalizione, sempre alternativa alla sinistra, ma che che sia meno sbilanciata a destra e più spostata verso il centro.

Berlusconi stesso ha però affermato che in futuro bisognerà cambiare il metodo di scelta dei candidati. Cosa ne pensa?
Su questo non so rispondere, perché non ho partecipato alle scelte nelle altre città, quindi non so cosa sia successo. Parlo per quello che ho visto: Torino è un esempio positivo di candidatura adeguata, nei tempi giusti.