22 settembre 2021
Aggiornato 21:30
L'intervista

Montaruli: «Normale che la Lega stia con Fdi, non che sia al governo con il Pd»

Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d'Italia, commenta al DiariodelWeb.it l'asse tra il suo partito e la Lega che si è venuto a creare sul tema del green pass

Matteo Salvini e Giorgia Meloni
Matteo Salvini e Giorgia Meloni ANSA

Nel governo è alta tensione sul green pass. A Fratelli d'Italia, che da sempre contesta fermamente l'applicazione del certificato verde, si è unita ieri anche la Lega. Che, pur essendo parte della maggioranza che sostiene Draghi, ha votato alla Camera con gli alleati di centrodestra, che invece stanno all'opposizione, sulle modifiche al provvedimento. Il DiariodelWeb.it ha interrogato l'onorevole Augusta Montaruli, deputata di Fdi, per comprendere le ragioni della contrarietà del suo partito al lasciapassare verde e commentare questa ritrovata concordia tra Salvini e la Meloni.

Onorevole Augusta Montaruli, da dove nasce la contrarietà di Fratelli d'Italia rispetto al green pass?
Dal fatto che lo riteniamo un provvedimento discriminatorio, innanzitutto verso intere categorie di lavoratori. Che, guarda caso, sono sempre le solite che hanno pagato i danni delle restrizioni, volute dal governo per tentare di contrastare il contagio. Il green pass è lo Stato che scarica sui lavoratori il peso della pandemia.

Che sia discriminatorio, in effetti, lo ipotizzano in molti. Ma almeno nella pratica funziona, oppure è anche inutile?
Non possiamo definirlo inutile, sarebbe una generalizzazione. Ma di sicuro non genera i vantaggi che sostiene il governo. Non è vero che serve a fermare il contagio: eventualmente può tenere sotto controllo la situazione di ospedalizzazione. Anzi, per come è stato comunicato, è addirittura dannoso.

Per quale motivo?
Perché viene propagandato come un lasciapassare, a tal punto che anche chi è vaccinato si sente libero di non rispettare determinate precauzioni. Così il virus continua a diffondersi, nonostante i vaccini. Lo dimostrano anche quei Paesi in cui c'è un altissimo numero di vaccinati, penso per esempio ad Israele, eppure il contagio non si è fermato.

Tuttavia, voi non avete preso una posizione contraria al vaccino.
Assolutamente no: la vaccinazione è utile e noi siamo favorevoli alla campagna vaccinale, proprio perché limita le ospedalizzazioni. Che costituiscono il vero problema per il quale, all'inizio della pandemia, si era istituito il lockdown. Ma allora bisognerebbe guardare proprio il dato delle ospedalizzazioni per decidere le restrizioni. Invece il green pass viene applicato proprio in zona bianca, dove il grado di ospedalizzazioni è molto basso. In compenso, i parametri che tengono in considerazione il livello di contagio rischiano presto di riportarci in zona gialla, come si è già discusso alla fine del mese di agosto. Speriamo di no, ma è molto probabile.

Visto che siete favorevoli alla campagna vaccinale, quali misure alternative dovrebbe prendere il governo per stimolarla, se non il green pass?
Il primo passo sarebbe la gratuità del tampone, sia che il green pass venga applicato o meno. Quello è lo strumento più accreditato, infatti viene chiesto anche ai vaccinati per l'ingresso in moltissime strutture. E poi, ovviamente, mantenere le misure di distanziamento, che invece, purtroppo, come abbiamo visto, dopo il green pass sono passate in secondo piano.

E se venisse introdotto direttamente l'obbligo del vaccino?
Io sono contraria all'obbligo. Ma ritengo che un governo serio, se davvero crede nella campagna vaccinale come strumento unico di soluzione della pandemia, dovrebbe portare questo provvedimento in aula. Invece a parole, questo governo non lo vuole, perché è in difficoltà: ha una maggioranza molto divisa sul tema. Però ne fa ricadere le conseguenze sulle spalle degli italiani, attraverso questo obbligo celato. Che, peraltro, scarica anche sui cittadini tutte le responsabilità circa gli eventuali effetti negativi sulla salute. Se lo Stato mi obbliga a vaccinarmi, come sostanzialmente sta già facendo, almeno se ne dovrebbe assumere le responsabilità.

Su questo punto si è riformato un asse forte con la Lega.
L'assonanza è naturale perché siamo sempre stati nell'ambito del centrodestra. Semmai è innaturale che la Lega, in questo momento, sia in maggioranza insieme al M5s e al Pd. Trovo assolutamente normale che ci si trovi d'accordo sul fronte dei valori, come quello del rispetto della libertà individuale. Oggi, in Italia, i cittadini sono liberi di scegliere se vaccinarsi o meno, e questa libertà non va né snaturata né soppressa. Chi dice che la vaccinazione è un dovere verso la collettività, dice una cavolata.

Quindi non è un tentativo di competizione elettorale, visto che al momento Fdi è messa meglio della Lega nei sondaggi?
Tutti i sondaggi dicono che gli italiani sono favorevoli al green pass. Se noi avessimo inseguito gli umori dell'elettorato, saremmo andati in quella direzione. Invece siamo persone libere, che ragionano e dotate di una propria coerenza. Come si vede anche dal fatto che abbiamo scelto di rimanere fuori dal governo, anche se all'epoca ci definivano matti e sostenevano che volessimo auto-isolarci. Sul lungo periodo, i cittadini ci hanno premiato perché si sono resi conto che questo è un governo minestrone.